
Siamo all’ultimo capitolo di questo viaggio, che sta volgendo al termine . E siamo ancora sotto la pioggia battente , diretti a visitare Chartwell la casa di famiglia di Winston Leonard Spencer Churchill gestita dal National Trust, vicina a Sevenoaks, a sud di Londra. Per fortuna arriviamo un’ora prima della apertura e riusciamo a parcheggiare assistiti dagli impeccabili operatori.
Nato nel 1874, ha iniziato a lavorare come giornalista, poi come militare, prima di iniziare una straordinaria vita politica . Per 60 anni è stato un membro del Parlamento, conoscendo 5 monarchi e assumendo l’incarico di Primo Ministro per due mandati. Ha portato alla vittoria l’Inghilterra ed i suoi alleati durante la seconda guerra mondiale. Ha visitato Chartwell per la prima volta nel 1921 ed ha acquistato la proprietà l’anno successivo insieme alla moglie Clementine ; ha vissuto in questa casa per i successivi 40 anni, fino alla sua morte nel 1965. E’ stato un importante uomo di stato, uno storico, uno scrittore, ma anche un devoto marito, un padre, un pittore , un appassionato giardiniere : e la casa – che è rimasta immutata – testimonia tutte queste sue passioni , ogni angolo racconta molte storie, fotografie di famiglia, documenti storici. Lo studio, nel grande giardino, presenta una importante raccolta delle sue opere.






















La visita è interessante, coinvolgente e commovente e ci porta a scoprire tanti aspetti della vita personale ed avvenimenti che non conoscevamo, a ripercorrere pagine della storia più tragica del secolo scorso, oltre al lato umano ed affettivo che sembra ancora vivere in questa casa , non solo una casa-museo, ma anche un luogo che mantiene intatto l’amore che la ha abitata. Churchill dice : “diamo forma alle nostre abitazioni e poi sono le nostre abitazioni a dare forma a noi”. E’ una visita che non può essere riassunta in poche immagini e deve essere vissuta nella sua completezza. Voglio solo lasciare due suggestioni che mi hanno colpito : nella libreria, tra gli scaffali pieni di libri di storia è inserita una enorme mappa in rilievo del Port d’ Arromanches, porto artificiale temporaneo costruito per supportare l’Operazione Overlord (lo sbarco in Normandia), a testimoniare il travaglio patito dall’allora primo ministro, che evidentemente pensava all’attacco giorno e notte. Fino alla sera prima dello sbarco c’era una grande indecisione sull’operazione, in relazione a condizioni metereologiche proibitive (sulle coste inglesi e della Bretagna abbiamo un’idea precisa di cosa possa significare il termine “proibitivo” : e della responsabilità di dover prendere una decisione da cui dipendeva la storia del mondo e che sarebbe costata la vita a migliaia di giovani uomini, in tali avverse condizioni). E ancora : nello studio è appesa ad una trave del soffitto la prima bandiera inglese che sventolò nella città di Roma liberata nel 1944, che gli fu donata dalle truppe quale simbolo del trionfo della libertà sulla tirannia.
















La grande stanza museo è dedicata alle innumerevoli medaglie, premi, riconoscimenti ufficiali, da parte dei governi di tutto il pianeta, oltre che al premio nobel per la letteratura con la seguente motivazione : “for his mastery of historical and biographical description as well as for brilliant oratory in defending exalted human values”.








Insieme a noi ci sono due visitatori che contribuiscono a riportarci agli anni ’40 del secolo scorso, in quanto sono perfettamente abbigliati con indumenti dell’epoca, originali fin nei più piccoli dettagli. Vorremmo portare a casa con noi un pò del grande spirito di questa casa : scegliamo una bellissima Churchill rose – qui selezionata dallo statista e dalla moglie – dal profumo intenso e delicato .
E nello stesso giorno , a pochi chilometri, andiamo a visitare Standen House, casa della famiglia Beale, progettata da Philip Webb ed arredata interamente con tessuti e carte da parati di Morris & Co. : un confortevole rifugio di campagna ispirato al movimento Art and Craft : purtroppo però la casa sta per chiudere e possiamo solo fare un giro rapidissimo, durante il quale ovunque giro lo sguardo vedo qualcosa di bellissimo. L’art nouveau, in tutte le sue declinazioni, è una delle correnti che io amo e in questa casa passo dall’estasi al rischio di cadere vittima della sindrome di Stendhal.Ma non possiamo far altro che passare quasi correndo da una stanza all’altra, seguiti da porte che si chiudono inesorabilmente dietro (e davanti) a noi . E poi nel giardino sono raccolte tutte le piante raffigurate nei disegni di Morris …. Ma piove, una pioggerellina fine fine che ogni tanto cambia direzione e ti bagna comunque – e stanno per chiudere i cancelli e quindi dobbiamo andarcene (piangendo). Leggo negli opuscoli che nella dimora c’è anche una camera per due persone dove è possibile soggiornare : the Morris apartment. Chissà : magari mi risposo così ho l’occasione giusta ….. Anche questo si aggiunge alla lunga lista dei luoghi dove dovremo tornare : e non ci mancherà occasione, visto il nostro pendolarismo famigliare tra Como e Londra in camper.
Mille ringraziamenti al The International National Trust Organization -INTO, oltre che al National Trust e al FAI : prima di tutto per salvaguardare luoghi che sono un vero e proprio tesoro, ed inoltre per renderli accessibili ad un vasto pubblico , grazie a questa alleanza che consente di fruire di tanta bellezza con un concetto di reciprocità tra le associazioni dei diversi paesi .
















































Dormiamo di nuovo sul lungomare a Seaford in mezzo ad una vera e propria bufera, che ci fa rinunciare alla passeggiata sulle Seven Sister … dove dovremo tornare .
Il mattino seguente siamo fortunati : pioviggina solamente. Ci dirigiamo a Rye, cittadina medioevale con un nucleo perfettamente conservato . Molto piacevole, appollaiata su una collina. Sulle sue strade in salita e discesa si affacciano case più o meno pendenti, con iscrizioni curiose sulle porte : The House with the Secret Garden (la casa con il giardino segreto), The House witu /Two Front Doors (la casa con / due porte frontali ) , Old Stable (la vecchia stalla) , The First House (la prima casa) , The Other House (l’altra casa, vicina alla Prima), The House Opposite (la casa sul lato opposto, rispetto al Mermaid Inn) , Quacker House (la casa del quaccheri), The House with the Seat (la casa con la panchina) , Arbella House (dal nome della nave che nel 1630 trasportò i primi coloni puritani inglesi verso il New England sulla costa orientale dell’America). Questi nomi risalgono ad un’epoca in cui le case non avevano i numeri civici e ci si orientava usando punti di riferimento visivi. Pranziamo al The mermaid Inn, una vera istituzione : ristorante ed albergo aperto nel 1490, e da allora poco cambiato. I locali sono piccoli, stranamente articolati tra loro quasi un labirinto, i corridoi stretti, dovunque spuntano scale-scalette-portoncini. Dobbiamo stare molto attenti a non battere la testa o inciampare nei vari gradini e disconnessioni del pavimento , ritrovare la strada : insomma , una vera experience. E abbiamo mangiato bene. Visitiamo la Saint Mary Church e la Lamb house , elegante edificio georgiano che la famiglia Lamb vendette al romanziere americano Henry James nel 1860 : sempre gestita dal National Trust. Recentamente visitata da Her Majesty the Queen , Camilla, che firma il programma della giornata (piuttosto serrato).




















































Oramai siamo arrivati alla fine delle nostre vacanze : dormiamo tranquillamente a Rye, sul fiume e al mattino presto andiamo a salutare le nostre amiche, prima di imbarcarci – verso sera- sul traghetto a Dover. Ma non possiamo non abbracciare -metaforicamente con una bella passeggiata- le White Cliffs : al mattino presto siamo al parcheggio del National Trust . E’ una bella giornata e rivedere questo panorama grandioso con il sole è un regalo prezioso che ci rende felici . Facciamo una splendida passeggiata con picnic sulle scogliere in compagnia di mucche e gabbiani. Arriviamo fino al South Foreland Lighthouse, che visitiamo , e dove facciamo una merenda con tè e scones con burro e marmellata in un piccolo locale gestito dai volontari . E anche qui ci sentiamo a casa : respiriamo un’aria famigliare e tranquilla che ci ristora l’anima e che è la degna conclusione di questa vacanza, in cui il clima avverso ci ha portato a visitare tante dimore e a godere del loro differente calore.



























































Le scogliere sono costituite da un gesso calcareo bianchissimo che è formato dai resti microscopici di alghe marine (coccolithophoresi) che si sono lentamente sedimentate nel corso dei millenni , alla velocità di un metro (in verticale) ogni 100.000 anni. Le scogliere sono alte fino a 110 metri , quindi il calcolo è presto fatto : la natura ha impiegato oltre 10 milioni di anni per costruire questa meravigliosa creazione . Questa roccia sedimentaria bianca fino a 450.000 anni fa era una enorme piattaforma che univa la Bretagna alla costa meridionale dell’Inghilterra : questa vasta regione terrestre dell’Europa preistorica era chiamata Doggerland , e collegava Gran Bretagna, Francia, Germania e Danimarca . Spesso è stata definita Atlantide d’Europa, perchè è stata completamente sommersa a causa dello scioglimento dei ghiacci e di un gigantesco maremoto avvenuto tra il 6200 e il 6500 a.C. provocato dalla frana di Storeggia in Norvegia.
Ogni giorno circa 400 imbarcazioni attraversano il canale, largo quasi 39 Km. nel punto più stretto ; la prima persona ad attraversarlo a nuoto è stato il Capitano Webb nel 1875 ; la prima sorvolata aerea invece risale al 1909 (ad opera di Louis Bleriot).
Il faro rappresenta una indicazione sicura per le navi in transito : ogni faro del pianeta ha un codice identificativo e codificato legato alla sua luce (colore, intervallo, durata..) , riconoscibile da qualsiasi navigatore. La sua importanza è intuitiva, ma viene rafforzata dalla stima di oltre 500 naufragi che si sono verificati nel solo canale della Manica negli ultimi 500 anni. Entriamo nella sala di controllo, dove possiamo vedere tutto il traffico navale in tempo reale . Anche Guglielmo Marconi fece alcune prove di trasmissione da questo grande faro. Ci fanno anche vedere il complicato meccanismo che fa ruotare la lanterna , posto alla base del faro : con una manovella si carica il meccanismo con pochi giri, che mantengono a lungo la rotazione della luce. Ovviamente esistono fari più moderni ed automatizzati, ma anche questo consentiva una certa indipedenza dall’operatore. Andiamo poi a goderci una meritata merenda al bar del faro, gestito da volontari : l’ambiente è intimo ed accogliente . Alle pareti – ricoperte di fiori – sono appese le fotografie degli antenati di tutti i volontari ed operatori che contribuiscono alla gestione del piccolo bar : sembra proprio di entrare in una casa e mi viene quasi voglia di chiedere qualche informazione, tanta è la famigliarità che queste piccole stanze trasmettono…
Ritorniamo al camper e in un battibaleno ci ritroviamo in Francia . Del viaggio di ritorno voglio solo ricordare il drammatico sbalzo termico : passiamo in un solo giorno dagli 8-15 gradi inglesi ai 30-35-39 europei, con conseguenze non irrilevanti. Ci sembra che ci abbiano tolto tutto il sistema circolatorio e muscolare in un colpo solo, e che qualcuno o qualcosa ci dovrebbe rianimare.
Un momento di vero entusiasmo lo abbiamo ancora vissuto in Francia : attraversando il paesino di Sarre Union, all’improvviso su tutti i tetti delle abitazioni avvisto enormi nidi di cicogne. Prima ho pensato che fossero finti, ma poi mi sono resa conto che erano proprio veri . Una signora molto orgogliosa di questa situazione fornisce qualche indicazione. Il paese – come altri della regione – aderisce ad un programma per la ripopolazione delle cicogne : vengono stabilite norme precise per la modifica dei tetti e luoghi alti, incentivando la costruzione di piattaforme che facilitino (anzichè ostacolare, come accadeva in precedenza) la costruzione del nido. Esiste poi un programma di monitoraggio della popolazione di cicogne, che solo in questo piccolo paese è arrivata ad oltre 30 nidi attivi (12 sul tetto del solo grande edificio del tribunale) , ciascuno con due o tre piccoli cicognini. Le cicogne anno per anno – attraverso una grande migrazione dai territori africani dove si recano per svernare – torneranno al proprio nido per riprodursi . Ci sono anche videocam con le quali è possibile osservare in tempo reale le cicogne, senza disturbarle.
Cercare (il link è improponibile):
Télé-Cigognes-Webcam Live (Sarralbe-Moselle)
Quale saluto migliore di questo : da parte di grandi e coraggiose viaggiatrici a noi piccoli e timidi viaggiatori .



































In autostrada – sulla E411 che collega Namur al Lussemburgo , in territorio belga – avvistiamo L’ Arc Majeur , scultura di land art dell’artista francese Bernar Venet, che lo progettava e tentava di realizzarlo (prima in Francia poi in Belgio) da oltre 35 anni : si tratta di un enorme semicerchio di acciaio brunito (alto 60 metri, del peso di 250 tonnellate) piantata nel terreno ad abbracciare l’autostrada stessa sul 50 parallelo terrestre. E’ una struttura unica al mondo, che ha richiesto una elaborata progettazione ingegneristica, al fine di farla stare in piedi ma anche di farle sostenere le continue vibrazioni del terreno determinate dall’intenso traffico, che è costata 2,5 milioni di euro. E’ un omaggio al progresso della tecnologia, ad una visione estetica legata al movimento, al passato industriale della regione (e forse – come del resto ogni opera d’arte – ad una vera e propria ossessione dell’uomo artista) . Nella sosta a Chatenois (sopra Colmar) approfittiamo anche per pranzare all’ottimo Auberge Le Meinsenberg (ottima cucina tradizionale con prodotti locali, a parte la supreme de pintade Label Rouge). Nella sosta notturna avvistiamo un impressionante e nuovissimo camper , che non avevamo mai visto prima : sembra quasi corazzato e presumiamo serva per viaggi molto impegnativi. Ne vedremo altri due sul tragitto : un nuovo capitolo nella storia dei giramondo come noi .
































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































