

Queste bellissime cagnolina e gattina in perfetto sincro da medaglia olimpionica sono Nina – cane indomito e fortissimo di 16 anni e mezzo – e Sky – minuscola gattina tartaruga di 5 anni, che ha conseguito sul campo il diploma di scienze della vicinanza, una laurea in sostegno emotivo ed infine una laurea magistrale in rianimazione senza anestesia.
Vorrei raccontarvi la storia, inizialmente molto triste, che ha visto Nina come protagonista di queste ultime sei settimane di vero incubo.
Lo scorso giugno siamo rientrati dall’Inghilterra, rinunciando alle nostre vacanze perchè prima io poi mio marito Gabriele, abbiamo preso il Covid : niente di grave, oltre alla rinuncia della vacanza, ed alle due settimane per me e un po’ di più a lui per la ripresa . Viste le scarse energie psicofisiche, avevamo pensato di fare una tonificante vacanza al mare tra le isole della Croazia : come scriveva Karen Blixen “la cura per ogni cosa è l’acqua salata : sudore, lacrime o il mare”. Quindi un po’ affaticati abbiamo affrontato di nuovo l’allestimento del camper, rifatto una bozza di programma tra le isole di Krk, Cres , Losinj , Dugi Otok, e verso fine giugno siamo ri-partiti . Arrivati in Croazia , appena attraversato il ponte che porta sull’isola di Krk, Nina ha iniziato a dar segni di stanchezza con sospetto rifiuto di ogni assaggio proposto , visto che l’appetito non le è mai mancato ( da cucciola ha divorato un divano intero pezzetto per pezzetto, trasformandolo in cacche multicolor che sembravano ricamate all’uncinetto ) ; inizialmente pensavamo ad un fastidio dovuto al grande caldo, che metteva a dura prova anche noi. Verso sera però (ovviamente di un venerdì) ha iniziato a stare sempre peggio e a vomitare, fino a due episodi di vomito di sangue rosso . A quel punto (8 di sera) ci siamo molto spaventati e dopo due ore – non trovando nessun veterinario o centro disponibile a visitarla sino al giorno successivo – abbiamo deciso di tornare in Italia : a Monfalcone dove abbiamo trovato la più vicina clinica veterinaria con pronto soccorso (in realtà ci hanno poi detto che ne esiste un’altra in Slovenia, appena fuori dall’autostrada). Durante tutto il viaggio la Nina mi è rimasta in braccio tutto il tempo con la testa a penzoloni. Siamo arrivati all’ una di notte con la Nina che sembrava più morta che viva . Abbiamo campeggiato nel cortile del centro veterinario e dopo visita notturna e mattutina , terapia, esami del sangue ed ecografia sono state escluse cose gravi (vista l’età io pensavo a un tumore gastrico ulcerato), ed è stata fatta diagnosi di gastrite acuta. Mentre stavamo per lasciare il centro, decisamente più tranquilli ed armati di indicazioni dietetiche e prescrizione di terapia, la Nina ha fatto una cacca strisciata di sangue, ed una nuvoletta di nero presagio è riapparsa sopra le nostre teste. La veterinaria ci ha detto di monitorare ma di non dare peso al fatto : può succedere…. Per cui – nuovamente preoccupati – abbiamo deciso di fermarci in zona , anche per avere un riferimento per il fine settimana estivo. Nei giorni seguenti non ci sono stati ulteriori episodi brutti, ma la Nina non si riprendeva ; smangiucchiava svogliatamente, spesso dopo molta insistenza e con imboccamento da parte nostra (cosa che ci lasciava impressionati, visto che fino a due giorni prima avrebbe mangiato anche un rospo vivo)… In questi giorni di osservazione noi abbiamo visitato la zona di Grado Aquileia, che non conoscevamo e dopo sei giorni abbiamo deciso di rientrare : la situazione infatti era in lento peggioramento, e così ha continuato nonostante le ripetute visite dal nostro veterinario e nel centro Prealpi (che fa anche pronto soccorso , dove siamo andati sia di notte che nei festivi). Per fartela breve : nel giro di un mese la Nina si era trasformata da un cane vispo e mangione ad un cane esausto e completamente inappetente : è arrivata a rifiutare ogni tipo di cibo, anche se la imboccavo . Fino a che ha definitivamente smesso di mangiare per tre giorni filati, oltre a presentare una diarrea non drammatica ma insistente ; i vari veterinari che l’hanno visitata si stringevano nelle spalle pensando “a qualcosa di brutto, vista l’età “ , qualcosa che però non si trovava (nonostante le varie ecografie). Una situazione molto logorante, perché la vedevamo stare sempre peggio (gastrite, enterocolite, con un gorgoglio addominale perpetuo, ed alla fine anche una congiuntivite) ; fino a che gli esami del sangue di controllo hanno purtroppo evidenziato l’inizio di una pancreatite acuta che può essere una patologia molto grave e mortale, soprattutto in un cane di questa età. A questo punto ci è stato proposto il ricovero : ricovero che abbiamo rifiutato, conoscendo il nostro cane . Solo una volta nella vita – per una vacanza di una settimana nella quale non potevamo portarla con noi – l’abbiamo lasciata in una pensione “famigliare”, facendo il periodo di inserimento preliminare insieme a lei ; quando siamo tornati a prenderla, il povero gestore della pensione ha detto che – nonostante la tenesse sempre con sè, anche in ufficio con il condizionatore – la Nina ha abbaiato ininterrottamente, giorno e notte, interrompendo le sue vigorose proteste solo per mangiare e bere, divenendo infine completamente afona, e al nostro rientro ci ha solennemente sgridati con un’ora di abbaiate mute . Quindi con una stretta al cuore ed allo stomaco abbiamo deciso di rifiutare il ricovero, ed abbiamo continuato a casa le terapie, l’idratazione sottocute e l’alimentazione specifica per la pancreatite (frullata e forzata, con la siringa), sostenuti dalle nostre due gatte (Sky si occupava dell’assistenza perenne a Nina, e Nebbia – sua sorella – del supporto a noi). Ho smesso completamente di dormire , tormentata dalla mancanza di una causa per questo stato di malessere che si complicava sempre più, oltre che dal pensiero di evitarle – oltre a quelle in essere – sofferenze inutili (esami invasivi alla ricerca di qualcosa che non si palesava, traumi da allontanamento per lei insostenibili).
Quindi , mentre cercavamo di resistere, nel corso di un appuntamento per la quarta ecografia che aveva documentato sempre la grave infiammazione addominale che si era estesa dallo stomaco a tutto l’intestino ed al pancreas, per la TERZA VOLTA ho portato a far analizzare le feci (che mi sembrava tra le prime cose da fare in un cane con vomito e diarrea da causa sconosciuta) : la veterinaria – un po’ controvoglia perché sempre alla ricerca del “ tumore, o comunque qualcosa di brutto, vista l’età e le condizioni generali” – ha però finalmente fatto l’esame. E il giorno dopo ci ha scritto che era stata rilevata la presenza di un parassita ( GIARDIA ), primo responsabile di tutta questa drammatica evoluzione . Per cui in 5 giorni di banale terapia mirata la Nina si è ripresa brillantemente , nonostante i 16 anni di età sui quali vince il carattere indomito : adesso sembra ringiovanita di 100 anni, fa la guardia abbaiando a chiunque si avvicini a casa, tira il guinzaglio come una forsennata e saltella da una parte all’altra del divano rincorrendo le gatte . Intendiamoci: riposa la maggior parte della giornata VISTA L’ETA’ ED ANCHE IL CALDO, ma quando decide di svegliarsi è brillante. E’ tornata ad essere la nostra cagnolina, talmente cocciuta, determinata e rompiscatole, da diventare una vera forza della natura.
E con lei siamo un po’ rinati anche noi …
Peccato solo che – vista la pancreatite ora risolta – debba fare una dieta alimentare che le fa letteralmente schifo (e dall’odore, devo dire che non ha tutti i torti) : per cui dobbiamo frullarla e quando la rifiuta alimentarla con la siringa (almeno tre volte al giorno altrimenti le potrebbe tornare la gastrite) . Lei so sottopone pazientemente alla procedura (alla quale si è ribellata solo una volta), anche perchè ha recuperato il suo bell’appetito, ma ci guarda con espressione mesta , con il suo bel fumetto sopra la testa : “che cosa ho fatto di male per meritare questo trattamento ?” . Come non capirla, visto che ha sempre goduto di una dieta alimentare casalinga per lei espressamente cucinata dallo chef personale Gabriele. E’ comunque un cane dal carattere eroico e prova sempre di mangiare un po’ in autonomia, e qualche volta ci riesce . Ma quando non ne vuole sapere le tocca il frullato con siringa , al quale si sottopone stoicamente e pazientemente, concedendoci la sua fiducia, anche di fronte al passaggio da prelibati manicaretti al frullato siringato. E la grandezza di questa fiducia è grande quanto il suo appetito.
Lei ha perso 1 kg (su 7) ; io e Gabriele abbiamo perso l’appetito (per solidarietà) ed anche 3-4 kg a testa (il che deve essere sicuramente considerato un effetto positivo di questa triste vicenda) . Abbiamo passato comunque un mese e mezzo d’inferno , dominato da un vissuto di totale impotenza di fronte alle sofferenze della nostra Nina, causate da qualcosa di sconosciuto .
Questa vicenda ha alcune morali :
- prima fra tutte : RICORDATEVI L’ ESAME DELLE FECI SE IL VOSTRO CANE HA VOMITO, INAPPETENZA, DIARREA ;
- facciamo i conti con il ciclo vitale dei nostri animali : coloro che hanno famiglie composte da umani ed animali sanno che la malattia di un cane o di un gatto sono situazioni molto dolorose, superate solo da quella della loro perdita, ma dobbiamo rispettare il ciclo dell’esistenza, che è altra cosa rispetto alle nostre aspettative ; e anche quando arriva il distacco diamo spazio a quanta bella vita abbiamo condiviso con il nostro animale ;
- lasciamo spazio alla speranza : mai fare diagnosi gravissime (tumori) se non li troviamo : capisco il sospetto e l’attenzione , ma allarghiamo anche la visuale ;
- essere vecchi è solo in parte classificabile entro una serie di caselle statistiche : i guizzi del carattere possono sbaragliare tutte le previsioni ;
- e per ultimo, o forse prima di tutto : gli animali hanno una sensibilità, una bontà, una saggezza, che risultano sempre stupefacenti e – ai miei occhi – commovente . Meritano tutto il nostro rispetto, e sono fonte di ispirazione e di apprendimento per chi ha cuore per sentirli.





























