Da alcuni anni non riusciamo a fare vacanze che siano vacanze, rinforzando l’impressione funesta che fosse finita una fase della nostra vita : da due anni si sono alternati eventi felici ed altri tristi .
In questo succedersi di eventi tutto sembrava congiurare anche contro la semplice idea di partire (anche il guasto definitivo del frigorifero del camper proprio a luglio). Per cui ci siamo lasciati andare al fato : che attraverso il matrimonio di amici di nostra figlia a Plougastel St. Germain ci ha portati in Bretagna per la settimana del matrimonio (dal 12 al 17 agosto 2025) – noi e metà della nostra attrezzatura di cucina , sistemata in vari scatoloni, che ci hanno poi accompagnato in tutta la vacanza, ben allineati ed incastrati sul sedile della dinette.
Trattandosi di un viaggio piuttosto lungo (oltre 1300 Km) , che ci portava all’estremità di una regione incantevole come la Bretagna – meta del nostro primo viaggio in camper nel lontano 1994 – abbiamo pensato che tutto si incastrava in modo armonioso e perfetto, come solo il fato sa fare : matrimoni presenti e passati, nostro 40 anniversario di convivenza, primo giro in camper, vacanza ….. E quindi non abbiamo fatto altro che cavalcare l’onda della nostra vita …..
Le ultime settimane e soprattutto gli ultimi giorni prima della partenza sono stati veramente frenetici : preparativi viaggio, camper e matrimonio ; sistemazione del ballatoio e del balcone ; gita in val Formazza ; vari incontri con il serramentista per finestra e tapparelle ; gita in treno a Firenze insieme a nostra figlia (cabin crew della British Airways) , che tra un volo e l’altro il giorno dopo è anche venuta a casa per andare dalla parrucchiera e cenare con Alida.
Finalmente alle 17 di sabato 9 agosto, dopo un carico camper molto faticoso sotto lo sguardo smarrito e deluso di Sky e il miagolio sconsolato di Nebbia, siamo riusciti a partire. Dopo 240 km. arriviamo al lago artificiale del Moncenisio, dove tutte le aree di parcheggio sono affollate e abbiamo faticato a trovare un posto di sosta a bordo strada : gran bel freschino, passare dai 39 gradi di casa ai 20 serali del passo. Lo stato d’animo è insicuro, incerto, ci sembra quasi di non farcela, quasi di affrontare una avventura troppo grande. Facciamo giusto in tempo a scattare due foto ed è già buio pesto; al mattino altre due foto, colazione e partenza. Iniziamo ad attraversare paesaggi bellissimi e ad affrontare il velato rammarico per il continuo distacco .



Domenica 10 agosto è una intera giornata di viaggio intenso : Gabriele guida per 740 km. per approdare al Camping Municipal di Cinq Mars la Pile (vicino a Tours), molto vicino all’autostrada : sistemazione molto confortevole in grandissima area erbosa alberata. Cena e buonanotte.
Lunedì 11 agosto ripartiamo diretti a Carnac, dove vorremmo fare l’unica sosta del viaggio di andata, per sgranchire le gambe e per visitare il sito degli allineamenti di megaliti : annullato il resto del programma di tappe sulla costa ovest impossibili da recuperare. Dopo 325 Km. di traffico intenso arriviamo alla affollatissima Carnac : vano il tentativo di trovare un posto in area attrezzata. Tutto pieno e caldissimo (unico giorno con oltre 30 gradi) ; alla fine troviamo posto al sole in un parcheggio per camper, senza elettricità (che scopriremo essere per noi indispensabile : nonostante il sole cocente, la batteria interna non è sufficiente a sostenere il nuovo frigorifero, che raffredda benissimo, ma consuma l’intera carica nel corso della notte e prima di mattina non abbiamo più luce). Nonostante la stanchezza partiamo per la visita al sito dei megaliti, con le idee un po’ confuse : abbiamo già prenotato l’ingresso, ma dobbiamo passare a vidimare i biglietti alla Maison des Megalithes, dove ci diranno in quale campo faremo la nostra visita guidata. Ci dirigiamo quindi verso la Maison, scoprendo con meraviglia che percorriamo un sentiero che circonda ogni campo dei vari allignements : la visione è meravigliosa, stupefacente, entusiasmante. Fiancheggiamo le lunghissime file dei megaliti, gli enormi massi che si ergono come sacerdoti eterni, ordinati in lunghissime file, che solo nella fuga della prospettiva – che sembra senza fine – sembrano rimpicciolirsi. E pensiamo a quante stagioni hanno scandito il ritmo del tempo e quante vicende si siano succedute intorno a loro, silenziosi testimoni della storia. Che cosa rappresentassero o quale funzione svolgessero questi enormi massi eretti in file ordinate che corrono da est ad ovest, dall’alba al tramonto, dall’entroterra al mare, rimane un enorme mistero. Molto meno entusiasmante si rivela la visita guidata, condotta in un campo posizionato esattamente dietro al nostro parcheggio : per cui dobbiamo rifare tutto il percorso inverso di corsa – per non arrivare in ritardo- perdendo anche la possibilità di visitare il centro di documentazione della Maison (per la quale non abbiamo le forze di rifare l’intero percorso di 2 km avanti e indietro, di nuovo di corsa, perché i tempi sono ristrettissimi ) ; inoltre la visita guidata si traduce in alcune tappe all’interno del campo di Allignements di Loqmarier, nel quale veniamo chiusi, durante le quali dovremo ascoltare la nostra guida – del tutto indifferente a qualsiasi sollecitazione o richiesta – stando in piedi fermi sotto il sole a picco, con 36 gradi di temperatura : neppure lo svenimento di una ragazzina, che poi prosegue tutta la visita rimanendo seduta a terra smuove la indefessa ragazza che continua a parlare, ponendo a se stessa continui quesiti ai quali fornisce risposte di cui non riusciamo a capire granchè. Si sofferma a lungo nella descrizione dell’erbetta che circonda i megaliti : sembra che la differenza tra un megalite che sta ancora in piedi ed uno caduto al suolo sia da ricondursi alle solo apparentemente fragili erbette che ricoprono il terreno, lo rinforzano tanto da fornire una solida base alle millenarie rocce. Tutto ciò invidiando le persone fuori dal recinto, che possono vedere esattamente le stesse cose che vediamo noi, senza aver pagato il biglietto, ma soprattutto passeggiando liberamente e tranquillamente all’ombra di qualche alberello , senza dover sopportare la tortura di lunghissime soste inutili ed un soliloquio di cui non capiamo quasi nulla. Comunque tutti i campi sono aperti e visitabili gratuitamente da ottobre ad aprile : e penso a quale meraviglia possa essere vivere tra queste pietre millenarie, risvegliarsi alle prime luci dell’alba insieme al loro maestoso orgoglio , e addormentarsi nell’ombra lunare di rocce testimoni di antichi segreti, osservare il cambiare delle stagioni, l’arrivo delle nuvole, guardare il cambiamento dei loro colori con il variare della luce e del cielo al quale si tendono ….
Nella suggestiva campagna bretone, in Francia, e più precisamente a 4 km dalla baia di Plouharnel, sull’oceano, vi sono circa 3000 (TREMILA) megaliti : si tratta degli allineamenti di Carnac, tra i più estesi complessi megalitici al mondo. Risalgono al Neolitico (l’ ultimo dei tre periodi che costituiscono età della pietra, che va dall’ 8000 al 3500 a.C. : in questo periodo, oltre alla levigatura della pietra, iniziano a svilupparsi la ceramica, l’agricoltura, l’allevamento, con l’evoluzione di strutture famigliari e la trasmissione di beni all’interno del clan).
Si tratta di tanti menhir posti a formare dei cerchi oppure allineati in file molto lunghe.
Vi sono poi dei menhir isolati oltre che dei tumuli e dei dolmen.
Menhir deriva dal bretone men e hir “pietra lunga”. I Menhir sono dei megaliti monolitici di epoca neolitica di enormi dimensioni: alcuni raggiungono i 20 metri.
I tumuli e i dolmen sono tombe :
- un tumulo è una sorta di montagna o collina artificiale, fatta di terra e pietre, costruita sopra una o più sepolture.
- un dolmen è un tipo di tomba preistorica megalitica, costituita da una camera spesso interrata.
Gli allineamenti di Carnac sono molto estesi, e suddivisi in diversi campi ; i più importanti allineamenti sono: Le Ménec, Kermario, Kerlescan et Le Petit Ménec.
Le Ménec sono allineamenti di oltre 1000 menhir, divisi in 11 file su un’area lunga 950 m, i menhir più alti hanno un’altezza di 4 metri. È poi presente un prolungamento orientale e una serie di menhir isolati a est.
Vi è inoltre un enorme cerchio formato da 71 menhir all’interno del quale sorge l’omonimo villaggio di Le Ménec. Tra i menhir che circondano il villaggio vi è il famoso Grande menhir spezzato, noto anche con il nome “Pietra delle fate”, risale al 4500 a.C. ed è enorme: alto 20 metri, largo 3 metri e pesante 300 tonnellate circa. Originariamente era parte di un allineamento, lungo circa 55 metri, composto da una ventina di menhir posti in ordine di grandezza. Oggi il menhir non è eretto ma appare abbattuto al suolo e spezzato in 4 parti. Non si sa quando e perché il menhir venne abbattuto: in ogni caso, in base alle ricerche archeologiche, pare che la distruzione avvenne circa 2 o 3 secoli dopo la sua costruzione. Questo gigante era noto sin dall’epoca dei romani che lo chiamavano “Colonna del Nord” e lo usavano come punto di riferimento per identificare la strada che portava al porto del Golfo del Morbihan. L’enorme menhir venne realizzato in granito, un granito che, a differenza di quello degli altri menhir di Carnac, proveniva da un’altra zona sita a circa a 15 km e trasportato qui non si sa come. Vennero probabilmente usate delle strutture in legno e un sistema di leve per issare l’enorme pietra, poi vennero usati strumenti in quarzo per levigarla.
Kermario è costituito da 980 menhir circa suddivisi in 11 file, vi è anche un dolmen.
Questo è stato per molto tempo la parte più famosa e visitata degli allineamenti ; infatti è oggi quella più rovinata ed erosa proprio a causa dei troppi visitatori non sempre rispettosi. Inoltre nel XIX secolo qui è stato costruito un canale che ha distrutto parte delle pietre, modificando lo scenario.
Vicino a questo vi è il Quadrilatero di Le Manio. Si tratta di un recinto rettangolare di 37 metri x 7 metri costituito da pietre di granito tutte alte un metro circa. A queste fa eccezione il Gigante di Manio, un menhir alto circa 6,5 metri.
Le Kerlescan et Le Petit Ménec sono allineamenti di 540 menhir divisi in 11 file.
Questi menhir sono giunti fino a noi molto ben conservati, almeno lo erano fino alla fine dell’Ottocento, quando hanno iniziato ad essere saccheggiati da “antiquari”, appassionati e vandali. D’altronde un po’ tutti gli allineamenti di Carnac hanno avuto questa sorte: considerate che per secoli queste pietre sono state usate come materiale da costruzione per case, strade e ponti!
Inoltre molti menhir sono stati anche spostati o distrutti per far spazio alle attività agricole.
Come per tutti i grandi monumenti neolitici non è conosciuto il motivo della loro costruzione, con massi che venivano trasportati da altre regioni . Chi glielo ha fatto fare a quegli uomini e donne del Neolitico di fare tutta questa fatica?? Di rischiare di farsi male o addirittura morire schiacciati da questi giganteschi massi per costruire gli allineamenti di Carnac? Le ipotesi sul perché vennero costruiti gli allineamenti di Carnac sono molte: steli funerarie, calendari solari, un tempio a cielo aperto, una sorta di sismografo primitivo.
In passato alcuni studiosi hanno anche proposto teorie strampalate..
Come il fatto che questo fosse un antico campo militare romano oppure una sorta di segnalazione per indicare i campi o zone d’affluenza delle falde sotterranee acquifere e metallifere.
E poi ci sono le leggende!
Gli allineamenti di Carnac hanno stimolato la fantasia popolare: sono tantissime le leggende che circolano su di esse! Secondo alcune leggende queste pietre sarebbero persone pietrificate da divinità per punirle di azioni malvagie commesse: ad esempio sono molte le leggende sulla pietrificazione dei soldati romani venuti ad invadere le terre bretoni. Per altre leggende le pietre sarebbero vive e si animerebbero e andrebbero ad abbeverarsi in alcuni periodi dell’anno. In altre potrebbero uccidere o maledire coloro che tentano di danneggiarle!
Comunque gli allineamenti di Carnac i menhir sono diventati un vero simbolo della Bretagna francese, anche grazie ai fumetti di Asterix. Asterix (nell’originale francese Astérix o Astérix le Gaulois) è una serie a fumetti francese di genere umoristico/avventuroso, creata da René Goscinny (testi) e Albert Uderzo (disegni), pubblicata a partire dal 1959 e tradotta in molte lingue. Sono stati fatti anche diversi film. Asterix è famoso: il fumetto ha venduto oltre 200 milioni di copie. Ambientato nell’antica Gallia al tempo di Giulio Cesare, attorno al 50 a.C., il fumetto ha per protagonisti il guerriero gallo Asterix, il suo miglior amico Obelix e gli altri abitanti di un villaggio gallico sito nell’attuale Bretagna. Circondato dagli accampamenti romani, il piccolo villaggio gallico rimane l’unico pezzo di Gallia libero dal dominio romano: questo grazie alla pozione magica preparata dal druido Panoramix, in grado di rendere fortissimo, anche se per brevi periodi di tempo, chi la beve. Obelix, l’amico di Asterix, è caduto da bambino nella pozione magica e questo fatto lo ha reso fortissimo per sempre: placido, gioviale e non proprio sveglissimo, il grasso (anzi, come dice lui, “robusto, non grasso!”) Obelix va spesso in giro portandosi dietro un enorme menhir in granito!
Rientriamo stremati nel nostro camper surriscaldato ; per fortuna la sera l’aria rinfresca decisamente e verso le 23 anche il nostro Biagio 2.0 è un po’ piu fresco. Chiacchieriamo con una coppia di giovani camperisti toscani, che ci chiedono informazioni su Londra e l’Inghilterra in generale ; manderemo un po’ di notizie pratiche -che ho già scritto e salvato- e qualche diario di viaggio, per fornire qualche idea. Notte molto buia : verso mattina smettono di funzionare tutte le luci e Mattarelli entra immediatamente in modalità allerta rossa, accendendo il motore per ricaricare la batteria interna. Da ora in avanti il nostro destino è segnato : solo aree con attacco elettrico (salvo emergenze).




































Martedì 12 agosto, dopo un veloce passaggio alla Maison des Megalithes percorriamo gli ultimi trafficati 130 km. e corriamo a Plougastel St. Germain , sotto Brest . Seguirà una intensa settimana di lavoro, emozioni e divertimento per i preparativi ed il matrimonio. Alla fine della quale corriamo verso il mare a Ruscumunoc , dove abbiamo un appuntamento con il tramonto e dove iniziano ufficialmente le nostre vacanze in Bretagna.




Lunedì 18 agosto ci concediamo un risveglio con tutta calma. Al mattino operazioni di riordino e pulizia del camper . Poi partiamo per una bella passeggiata di 7 km. sul sentiero litoraneo della Bretagna (GR 34) : picnic in spiaggia ascoltando lo sciabordio delle onde. Vediamo qualcosa muoversi in acqua verso riva, ma io sono senza occhiali e Mattarelli in modalità pranzo : due ragazzi ci dicono essere una foca ( e io non l’ho fotografata : sono ancora arrugginita). Superando varie baie tra una rada nebbiolina ogni tanto trafitta dal sole, raggiungiamo la Pointe du Corseu, il punto più occidentale della costa francese. Ci trasferiamo all’area di sosta di Lampaoul Plouarzel : dove ci facciamo una corroborante doccia fredda, prima di cenare con vista sul mare.












































Martedì 19 agosto ci trasferiamo a Ploudalmezeau , nel camping comunal Les Dunes. Il tempo è sempre grigio : sembriamo – in realtà siamo – immersi in una enorme nuvola . Decidiamo di esplorare la costa in bicicletta. Sul percorso vediamo : il Dolmen di Guilliguy ; la Chapelle Notre Dame de Kersaouit ; Tremazan, dove imbocchiamo la bellissima route touristique ; la Chapelle de Saint Sanson ; le Ruines du Semaphore de Kerhozoac ; il Dolmen di Saint Gouvel . Tra le indicazioni in francese e le traduzioni in bretone (molto simile al gallese, per l’origine legata alle invasioni dei popoli nordici) che non sono indicate insieme, facciamo una gran fatica a trovare le strade e a capire dove siamo : ogni cartina o sistema di orientamento sambra parlare una lingua diversa, in una miriade di villaggi Plou..qualcosa. Alla fine faremo 33 km , tra bruma, nebbia fitta, rischiarite improvvise : il rientro è surreale. Pedaliamo velocissimi e bagnaticci (ha inizato a cadere una sottile pioggerellina), completamente immersi in una nuvola, senza sapere esattamente dove siamo : ogni tanto vediamo comparire e sfilare via veloci ombre di mare o di colline o di case, sembra l’atmosfera fatata di un racconto fantastico.

























































Arrivati in camper, dopo una settimana di vegetarianesimo, decidiamo di farci un bel piatto di tortellini in brodo, che ci stanno anche perfettamente con il clima e con l’umidità generale.







Mercoledì 20 agosto decidiamo di completare la visita della zona : prima con la visita del piccolo memoriale Ancre en Eor (che ricorda l’enorme disastro ecologico che colpì l’intera costa di tutta la Bretagna nel 1978, quando la petroliera Amoco Cadiz si spezzò lberando tutto il suo carico di petrolio grezzo) .
https://it.wikipedia.org/wiki/Naufragio_della_petroliera_Amoco_Cadiz




















Passeggiamo poi sulla enorme spiaggia di Treompan, abbracciata dal massif dunaire sul quale si allunga la Rocher du serpent.

















Ci trasferiamo a Plouguerneau, dove facciamo una bella passeggiata : avvistiamo un falco e mangiamo una buona crepe, ammiriamo da non troppo lontano il grande Phare de l’Ile Vierge, facciamo qualche acquisto in un negozio che vende abiti vintage.























Guardando le previsioni del tempo che ci danno qualche giornata di sole, decidiamo di tagliare alcune delle prossime tappe e di dirigerci spediti verso la costa di granito rosa. Dormiamo quindi al camping municipal de Tregastel (per fare la prenotazione all’area di sosta di Perros Guirec – o Ploumanach – ci rassegnamo a fare la tessera associativa del Camping Car Park, supportati dall’assistente telefonico che riordina la confusione da noi fatta tentando di attivarla).