Gran Bretagna in camper , aprile 2022

Londra – Cotswolds (assaggio) – Epping Forest – Nancy .

CAPITOLO 1

Dovevamo partire in data lunedì 7 marzo per salire a Londra per vedere il nuovo lavoro teatrale della Jessica :

Dalla notte di venerdì però la Carla aveva un raffreddore di proporzioni mai sperimentate precedentemente, da sabato sera associato ad un certo malessere generale .   Il tampone antigenico risultava negativo, per cui abbiamo mantenuto le normali attività (sabato al mercato a Milano con Elena) e proseguito i preparativi per la partenza , con la Carla sempre più incapace di stare in piedi di giorno, e neppure sdraiata di notte.   Trascinandosi in casa la Carla prepara tutto ciò che serve, mentre Gabriele carica furiosamente tutto, decisissimo a partire come sempre .

Lunedì sera, circa mezz’ora prima della partenza, Elena ci telefona e ci dice che è risultata positiva al tampone : anche Carla risulta positiva (la doppia strisciolina rosa compare con rapidità folgorante, quasi lampeggia) . Gabriele – in preda ad un raptus camperistico – vuole partire comunque, con motivazioni poco convincenti : “positivi a casa o positivi in camper alla fine è la stessa cosa…siamo vaccinati e tra due-tre giorni sei a posto”. Chiaramente non partiamo, e la Carla si mette in isolamento, con Gabriele sempre più affranto.  Dopo due giorni si positivizza anche lui, e quindi possiamo proseguire l’isolamento insieme : mal comune , mezzo gaudio…

Gabriele se la cava con 7-8  giorni di raffreddore e malessere generale e 21 giorni di isolamento ;  la Carla con malessere più accentuato e duraturo (dovuto alla concomitanza di covid omicron-sinusite pesante-influenza generale variante gastrointestinale ) e 28 giorni di isolamento … il momento peggiore sabato 12 marzo quando – per festeggiare degnamente il compleanno di Gabriele – compare vomito incoercibile.  Un 63° compleanno che risulterà decisamente difficile da dimenticare.  Per due settimane poi risulta quasi impossibile dormire … Insomma : non proprio una passeggiata.

Ci hanno salvato i nostri Amici, che ci hanno chiamato costantemente, garantendo sostegno costante : Fabio e Rosanna ci hanno recapitato fiale di plasil (che mai sono state più gradite) ; Alida ci porta dolcetti, regali e alcoolici (Pedro Jimenez) per il compleanno ; Paolo e Luciana ci incoraggiano radicalmente e ci danno tanti suggerimenti per riempire le giornate ; la nostra giovane e carissima dottoressa ci ha curato amorevolmente , telefonandoci praticamente tutti i giorni ; la farmacia ci ha consegnato tutto il necessario a casa ; anche il servizio sociale del comune di Fino Mornasco ci ha contattati per confermare la possibilità di aiuti al domicilio se necessari. Ci siamo veramente sentiti AMATI , ed anche  SICURI.  Sicurezza che  è davvero un bene supremo, e fragilissimo, come dimostra la tragedia e l’orgoglio di un intero popolo che – sotto le bombe – sceglie di lottare e resistere strenuamente per difendere la propria libertà  :  l’isolamento infatti ci consente di seguire costantemente la tremenda cronaca della guerra in Ucraina.

“Varie sfumature di viola “ . La Jessica commenta : “Wow : che artisti”.

Il 31 marzo anche la Carla riceve il decreto di fine isolamento dell’ ASST ; la notte un sogno premonitore anticipa il tampone negativo del primo aprile (speriamo non sia un pesce ) : nel mio sogno ho incontrato Mario Draghi che, assistito meticolosamente da un plotone di segretarie, redigeva di suo pugno un certificato di encomio….

Pertanto domenica 3 aprile riusciamo finalmente a partire, nonostante la mente sia ancora più annebbiata del solito : dimentichiamo infatti a casa svariate cose e l’organizzazione generale risulta piuttosto deficitaria … In Svizzera tempo brutto, a tratti nevica .

Beckenried (Svizzera) sul lago di Lucerna

Ancora decisamente prevalente l’inverno, anche se timidi accenni di primavera colorano i boschi dormienti : qualche fioritura bianca, piccole esplosioni di verde tenerissimo.   Arriviamo a Colmar, dove decidiamo di pernottare , nei parcheggi per i camper di fronte alla gendarmerie : un po’ trafficati, ma sicuri. La mattina dopo – incredibilmente – ci svegliamo sotto un cielo azzurrissimo e lo spirito del viaggio comincia ad insinuarsi nel nostro cuore.  

Colmar .

Trasferimento lungo fino ad Arras, sempre bella: sotto la pioggia facciamo un po’ di spesa, non tralasciando il nostro negozio di formaggi speciali (La Praire, vicino alla Place du marche’).   Pernottiamo poi nella supertecnologica, comodissima e tranquillissima area di sosta sul canale (boulevard Robert Schuman 17A ).

Tesori di viaggio sul cruscotto.
Arras.

Il mattino successivo ci perdiamo come al solito nel porto di Calais, dove non si riesce a trovare la biglietteria della DFDS , dislocata non si capisce perché dopo il primo controllo doganale, al quale quindi approdiamo senza biglietto. Dopo un’ora di fila in compagnia dei camionisti che controllano pigne di documenti di viaggio, riusciamo ad acquistare il nostro biglietto (ad un prezzo esorbitante : i biglietti economy si possono acquistare solo anticipatamente ed online, ma noi dobbiamo essere a Londra questa sera).   Controlli molto accurati solo finalizzati ad individuare il trasporto di clandestini (controllano anche sotto le coperte del nostro letto, dentro gli angusti armadi…) . 

White Cliffs .
And seagulls. Garriti e stridii.
Scuola di volo di un piccolo gabbiano, che per ora vola basso.

Dopo una traversata tranquilla, all’arrivo a Dover  vediamo una preoccupante coda di camion sulle rampe in uscita dall’Inghilterra (effetto dei controlli doganali post-brexit ?) : coda che prosegue in fila semplice, poi doppia poi tripla per circa 70 chilometri sulla autostrada per Londra. Immagini impressionanti di accessi autostradali chiusi , code di auto e camion in ogni dove, tentativi di bloccare un fiume di mezzi in uscita dall’Inghilterra, che è un’isola – grande ma isola e si esce solo via mare o via cielo .    Mai visto nulla di simile nella nostra vita : mentre procediamo verso Londra, ci sembra di capire che siamo in balia di eventi assolutamente estranei al nostro controllo e che questo soggiorno si prolungherà oltre le nostre previsioni ;  dovremo adattarci alla situazione , come ci insegnano molti degli eventi di questi ultimi mesi…  

Alla fine riusciamo a capire che si sono verificati alcuni problemi contemporaneamente : oltre ai controlli doganali rinforzati , il traffico sul canale della Manica nelle ultime settimane è stato rallentato dalle avverse condizioni metereologiche. In tale situazione già critica è risultato drammatico il blocco della navigazione della compagnia francese P&O (dovuto allo sciopero dei dipendenti, in protesta per 800 licenziamenti in tronco finalizzati a riassunzioni a condizioni più vantaggiose per la compagnia di navigazione): nonostante gli sforzi della compagni inglese DFDS che ha raddoppiato le corse, negli ultimi giorni si è creato un enorme ingorgo che coinvolge tutte le vie di accesso al porto di Dover a sud di Londra.  

Riusciamo ad approdare al nostro camping di Christal Palace  e a caricare tutti gli scatoloni in un taxi UBER XL e a raggiugere la casa di Jessi, con la cena pronta (affettati e lasagne alle zucchine-spinaci-ricotta e pesto).   Mercoledì e giovedì impegnati per vari controlli, poi ci prepariamo per la spedizione alle Cotswolds organizzata per il fine settimana lungo .

La nostra piazzola piccola al Christal Palace Campsite di Londra.
St. Paul’s Cathedral dal piano alto del bus.

Ritrovo venerdì sera a Wimbledon Park, che io e Gabri visitiamo nel pomeriggio. : le avvisaglie di primavera si intensificano.   I british daffodyls  riempiono i prati, spuntando veramente in ogni angolo … perfino nei supermercati vengono venduti mazzolini di fiori ancora in bocciolo ad 1 sterlina .

Cena in camper con Jessica, che arriva prima,  e Reef che arriva verso le 20 all’uscita dal lavoro : Gabriele si cimenta nella cottura delle frittatine alle zucchine con giro lanciato  …

seguito dal trasferimento a Cirencester , dove  troviamo posto nel tranquillo parcheggio situato tra il fiume e il teatro Barn.   Dopo il traffico di Heahrow e le autostrade ancora frenetiche, ci addentriamo tra le brume notturne in strade sempre più strette, sotto tunnel di alberi che si rinchiudono sopra le nostre teste.

In un territorio di circa 150 km da nord a sud , l’area delle Cotswalds è molto estesa e comprende centinaia di cittadine e piccoli villaggi spesso attraversati dalle acque, circondati da boschi, caratterizzati da un aspetto armonioso e romantico.  I centri più importanti sono più affollati e commerciali ; ma sono i piccoli villaggi con le case in pietra color del miele , immersi in un’atmosfera lenta e fuori dal tempo, la parte più autentica e magica delle Cotswalds.

Cirencester è la capitale di questo territorio, di antica origine romana. La piazza del mercato – dove troviamo bancarelle con prodotti locali – tra i quali ci colpiscono grandi barattoli di uova sode variamente insaporite – è dominata dalla Chiesa di St.John the Baptist, in stile gotico. Dopo colazione all’inglese in un piccolissimo locale nascosto in un cortile interno , passeggiamo tra i vicoli , nei mercatini, per arrivare quindi all’immenso parco della città dove ci guardano alberi secolari e  dove ci perdiamo .

Veniamo intrattenuti da una mucca giocherellona che continua a rotolare il capo in un mucchio di fieno acconciandosi variamente.

Nel pomeriggio trasferimento a Cheltenham, tra campi gialli , dolci colline verdi, punteggiate da miriadi di fagiani alla ricerca delle fagianelle : le coppie già formate viaggiano insieme, mentre i colorati maschi solitari viaggiano spesso in piccoli gruppetti .  Parcheggiamo nell’area sosta camper centrale circondata da murales. 

Ceniamo all’ottimo giapponese Kibou, dove troviamo posto arrivando subito dopo la disdetta di una prenotazione, e mangiamo – tra le altre cose –  i migliori noodles della nostra vita.   La mattina seguente partiamo alla scoperta della cittadina : molto elegante, in stile Regency, chiaramente volta ad accogliere la nobiltà inglese in vacanza bucolica.  Colazione sobria in una caffetteria in stile nordico (a posteriori ci dispiace non aver provato il bar nel parco, dentro una struttura in vetro in cui gli alberi di arancio dell’interno, si confondono con il giardino in stile italiano dell’esterno) . Belle cartolerie, negozi a non finire (da considerare il piccolo negozio di formaggi CheeseWorks , dove abbiamo trovato il  Soft cheese of Bath, una delizia assoluta), molto movimento ; lo stile della cittadina richiama chiaramente i classici dell’architettura mondiale , dalle cariatidi del Partenone che si moltiplicano esponenzialmente a circondare un vicolo, alla riproduzione (in piccolo) della fontana di Trevi, che devo dire fanno un po’ tristezza.  

Pranzo da Biil’s, catena inglese di discreta qualità : oggi è domenica ed iniziano le vacanze pasquali per cui non si trova posto da nessuna parte. Chiese di ogni confessione, alcune delle quali offrono anche servizi religiosi (messe, confessioni) online : spiritualità 2.0…

Accompagnamo Reef in stazione , circondati da murales, spregiudicati daffodils e più timide bluebells : ritorna a Londra tra sorrisi, abbracci e ti voglio bene.  Un uccellino piccolissimo dall’aria accigliata si procura per cena un lombrico grande quasi quanto lui.   Due gattini neri ci osservano misteriosi.

Tornati in camper ci dirigiamo decisi a Bibury, il minuscolo e semplice villaggio allungato tra boschi e campi su piccoli corsi d’acqua (il principale è il fiume Coln) che è diventato la cartolina delle Cotswalds : le vie di accesso sono molto strette (passa un mezzo solo e con attenzione) .   William Morris (e dico William Morris) lo ha definito “the most beautiful village in England”; anche Gabriele in un impeto di poesia lo definisce “un incanto…sembra di essere in una favola”. Il suo aspetto non dev’essere molto cambiato dalle sue origini nel 14° secolo .    Casette dall’aspetto antico, che sembrano nascondere un cuore caldo e sicuro.

Quando visitiamo il giardino che circonda la Chiesa, all’improvviso spunta un enorme coniglio bianco inseguito da alcuni bambini, alla ricerca delle ultime uova pasquali nascoste tra l’erba e le lapidi.  In Inghilterra la sede naturale dei cimiteri è attorno alle Chiese, vicino allo spirito delle persone, nel cuore del paese, tra le case abitate , che vi si affacciano : ci si può andare a leggere un libro e a ritemprarsi su belle panchine, ora circondate da narcisi gialli.   In uno splendido  giardino un bellissimo fagiano ci guarda perplesso, come se fossimo soggetti estranei a questo luogo …. E forse alla fine ha ragione lui.

Prima che scenda la notte arriviamo a Burford e ci sistemiamo nel parcheggio gratuito dietro al fiume Windrush ; cena tranquilla e buonanotte. 

La mattina seguente visitiamo il paese : fila di case tipiche – tutte uguali e tutte diverse – affacciate sulla strada principale che scende ripida lungo il declinare di una collina, fino al ponte sul fiume.  In epoca medioevale il paese era un importante centro di lavorazione della lana, oltre che di botteghe artigiane. Colazione/pranzo fantasmagorica/o al minuscolo forno Bakery on the hill : il miglior scone della mia vita con burro e marmellata (una nuvola fragrante) , il miglior sausage roll , il miglior porridge, le crostatine alla crema  e frutti di bosco o alla mela e cannella  … caldi appena sfornati.  Con fornaia nella seconda giovinezza, dall’aspetto decisamente hard rock.

Saliamo lungo la via centrale e scendiamo dall’altro lato , ammirando le casette , tutte uguali e tutte diverse; ogni tanto ci intruffoliamo in una delle vie laterali che offrono sempre qualche sorpresa.

Entriamo nella libreria più bella del mondo, in un negozio di favolose porcellane per la casa (dove mi commuovo e marito e figlia mi regalano una tazzina da caffè decorata con soffioni, per ricordo) ,  e in altro di spazzole/spazzolini/spazzoloni, lunghi, circolari, piccolissimi, enormi, piatti, appuntiti, flessibili, allungabili, setosi o durissimi : qui si trova una spazzola professionale per ogni esigenza … anche quelle che non sai di avere.

Ci dirigiamo poi a visitare il Cotswolds Wildlife Park and Gardens  : di difficile definizione . Un parco zoologico situato nell’immenso parco e giardino di una bellissima residenza vittoriana , con piante secolari, distese gialle di narcisi ;  gli animali si muovono liberi in ampi spazi naturali, molti dei quali circondati da fossati. Capita quindi di avere l’impressione di essere nello stesso giardino con famiglie di maestosi rinoceronti, di eleganti giraffe e tranquille zebre .  

Alla fine della giornata ci trasferiamo a Burton on the Water , uno dei villaggi più visitati delle Cotswolds, talvolta chiamato “Venice in the Cotswolds”, perché il fiume Windrush scorre tranquillo, allargandosi tra le vie del centro con acque limpide e basse dove è piacevole camminare e rinfrescarsi in estate. I ponticelli, privi di protezioni laterali, si susseguono uno dietro all’altro. Parcheggio per camper in centro (tranquillo e comodo, ma costosissimo : 15 sterline per la notte con zero servizi e 6 sterline per il parcheggio del mattino successivo). Spesa alla enorme Coop di fianco al parcheggio.

Raggiungiamo il ristorante dove ceneremo divinamente ( The rose tree ) attraverso strette viuzze circondate da alte mura .   E buonanotte.

Martedì (12 aprile) l’escursione alle Cotswolds finisce : dopo una veloce colazione in camper, passeggiamo tra i canali di Burton.

Ci trasferiamo poi velocemente a Stow on the Wold , già in direzione di Londra. Famoso per i negozi antiquari, è il paese più elevato delle Cotswalds (oltre 800 mt.). Noi potremo solo dare uno sguardo velocissimo al centro, dopo aver pranzato nel minuscolo Old bakery tearoom di Jackie e Alan Slough. All’ingresso la frase che riassume lo spirito del locale : entrate sconosciuti ed uscite amici. L’accoglienza è sincera, semplice ma diretta ed amichevole : la storia personale che i due gestori hanno deciso di condividere con i clienti presentandosi in varie pagine del menù – che non è solo un menù – è tragica e commovente e vuole testimoniare la ricerca spirituale , la necessità di trasformazione, la scelta di resilienza, di fronte al buio della vita.  Il pranzo è come i gestori : semplice, genuino, curato, buono. Appassionati di Winnie the Phoo :

“Che giorno è oggi ?” “E’ oggi”dice Piglet. “Il mio giorno favorito”dice Phoo.

“Non puoi rimanere sempre nel tuo angolo di Foresta , aspettando che gli altri vengano da te. Qualche volta sei tu che devi andare da loro”. 

“Quando sei un Orsetto con un cervello molto piccolo  e pensi a tante cose, qualche volta vedrai che le cose che dentro di te sembrano così pensierose, diventeranno un po’ diverse se tu le porti all’aria aperta e le fai vedere anche ad altre persone “.           E così via….

Non rimpiangiamo quindi di non aver trovato posto nel ristorante più apprezzato del villaggio (“The old butchers”) .

Il paese ha una storia millenaria e probabilmente sorge su un centro preistorico fortificato ; attraversato dalla via romana che congiungeva Leicester e Cirencester, ha una grande piazza in cui si affacciano edifici di varie epoche. E’ sede di uno dei più grandi mercati di pecore (ne vengono riunite oltre 20.000 sulla piazza).

Dobbiamo salutare le Cotswalds : sicuramente con un arrivederci, perché sono un luogo di rigenerazione verde e dorato vicine alla frenesia di Londra : per questo le amiamo e abbiamo ancora tanto da vedere …

Rientro a Londra, attraversando anche Woodstock che sembra molto bella ; i fagiani popolano sempre i campi e i prati .   Abbiamo fatto tardi- come solito – e quindi per accorciare il percorso paghiamo l’accesso alla ULEZ (ultra low emission zone,che viene progressivamente ingrandita  : 12 sterline, efficace sistema per disincentivare l’ingresso in città anche  dei mezzi in regola con le emissioni) e lasciamo la Jessica  alla stazione di Earl’s Court , per arrivare in campeggio appena prima della chiusura serale.

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