Viaggio in Inghilterra , giugno 2016 , racconto per immagini e poco piu’. Capitolo 1.

Purtroppo questo è il primo viaggio in cui non ho tenuto il mio consueto diario di bordo.

L’equipaggio è formato da Gabriele, Carla e Carlo , nipote sedicenne che – provvisto di adeguata autorizzazione scritta e documenti dei genitori idonei a consentire il passaggio delle frontiere –  ci accompagna nel viaggio in Inghilterra.

Partenza come al solito tirata per i capelli, tra impegni di lavoro pressanti e molto faticosi, stanchezza accentuata dai ripetuti e frequentissimi viaggi sù e giù da Bologna per monitorare la situazione della nonna Graziella.

Gabriele ripulisce il nostro vecchio Biagio, abitato anche da una piccola quanto inesauribile colonia di formichine .  

Venerdì 10 giugno finiamo le operazioni di carico alle 10 di sera, stravolti e rischiamo di partire senza i documenti del camper, rimpinzato di ogni prelibatezza italiana (cotolette, polpette, risotti veloci, coppa, prosciutto, salsiccia, condimenti, cardo, dolcezze varie-miele-cioccolato-noci)….  che attirano sporadiche formichine solitarie.    Piove, e il cielo propone una ricca varietà di nuvoloni bianchi, neri e grigi, che riempiono anche le previsioni metereologiche.   Ci concediamo la prima cena delle vacanze con la famiglia Consonni al completo, a La Muraglia di Cantù , con l’immaginazione che già galoppa a briglie sciolte nelle giornate del viaggio.   Ultime operazioni : la nonna va a Milano , Carlo si unisce all’equipaggio.    Alla fine riusciamo a partire a mezzanotte. La Nina si gode il viaggio tranquillissima, con espressione ascetica : se ne sta vicina vicina a Carlo e si gode il calore della vicinanza. Sembra proprio dire: “guarda guarda come sto bene qui finalmente compagnia “.  Siamo quindi anche tranquilli per Carlo, al suo primo viaggio lungo lontano dai genitori : la Nina infatti è un termobarometro relazionale : in grado di percepire le emozioni di chi le sta vicino e tradurle in calma meditativa o in latrati strazianti, con una ricca gamma di espressioni intermedie .  Dovremmo chiamarla Zelig : quando mi giro e li guardo sul sedile della dinette, vedo un ragazzo e un cane che mi guardano, sorridono, si incuriosiscono, si interessano al panorama o al fumetto di Lupo Alberto,  all’unisono, con la stessa espressione e le stesse posizioni. Si scatena il gioco delle coppie : Carlo e Nina : Pappa e Ciccia ; Cuore e Anima ; Stanlio e Olio ; Flic e Floc ; Bingo e Bango ; Cip e Ciop ; Tom e Jerry ; Yoghy e Bubu ; Pane e Marmellata.   

Ci fermiamo a Bellinzona, in un grill dell’autostrada, per la notte.  Il riposo si interrompe verso le tre, per un fortissimo odore –inconfondibile- della cacca della Nina , che riusciremo a trovare solo il mattino successivo di fronte al sedile di Gabriele (nascosta quindi dal nostro letto). Siamo però sopravvissuti. Sabato 11 giugno partiamo alle 7.30, sotto una pioggia intermittente-battente ; facciamo gasolio ed anche colazione (molto costosa) all’imbocco del tunnel del San Gottardo, quando Carlo si sveglia.

Giornata noioso-stancante : Carlo legge indefessamente tutto Lupo Alberto e guarda La linea di Cavandoli ,

e se la ride, mentre noi maciniamo chilometri a più non posso … Gottardo, Lucerna, Basilea, Mulhouse, Colmar … a Strasburgo ci fermiamo all’Ikea di fianco all’autostrada per il pranzo con polpette e per una piccola sosta (le autostrade francesi, oltre ad essere costose, non sono particolarmente ospitali e spesso occasione di furti) . Il giro canonico dello store ci consente di sgranchire un po’ le gambe, prima di riprendere nuovamente la strada, giusti giusti sotto la pioggia che ricomincia a cadere copiosa.   Alle 16 sosta antiabbiocco : merenda caffè, thè, latte.

E poi ancora chilometri e chilometri: Nancy, Reims, Laon, dove decidiamo di fermarci per la notte.

Come inizio vacanza è un po’ noioso e faticoso, ma cerchiamo di compensare immaginando ciò che ci aspetta nei prossimi giorni : Londra e la Jessica ci aspettano.   Anche il paesaggio ci offre colori un po’ strani : quest’anno il colore del grano non è verde e/o giallo , ma di varie sfumature che vanno dal verde spento al marroncino, frutto di una primavera autunnale.   Ci fermiamo vicini all’ingresso del pronto soccorso dell’ospedale situato in uno splendido palazzo medioevale, sotto la bella cattedrale gotica di Laon, illuminata da luci di un incerto tramonto , e ceniamo (bulgur, quinoa, zucchine e formaggio dolce fuso ; per me mancava una fogliolina di mentuccia fresca, un pizzichino di scorza di limone e pinoli tostati) ; riordino e andiamo a dormire… dopo aver scovato il covo delle formiche raminghe (attirate da un pezzetto di caramella caduto nello stipetto sopra il frigorifero). Le poche superstiti si infilano nel sottilissimo pertugio tra frigorifero e letto : le staneremo con il trucco della mela profumata.   Bon Nuit a Tout le Monde ! 

Dopo messaggio serale alla famiglia : “Carlo è bravissimo : e’ attentissimo, molto autonomo, un vero viaggiatore : qualsiasi cosa stia facendo tiene d’occhio il navigatore del suo telefono e ci dà indicazioni in anticipo. Si offre sempre di aiutare, perchè dice che la mamma lo ha abituato così.  Naviga anche nei pigiami ….”

Domenica 12 giugno siamo elettrizzati dalla fantastica  notte di sonno e dall’avvicinarsi della meta. Scendiamo dalle brande alle 6.30 con la sveglia del telefono di Carlo, che non vuole perdersi neppure un minuto del viaggio … e con i raggi del sole che finalmente squarcia le nuvole, rapisce gli occhi e scalda l’anima.   Colazione molto veloce e partenza. Questa mattina la pianura e i dolci declivi della regione dell’Aisne, sospesi nel bianco baluginare di nuvole rade e bruma tiepida del mattino, sono così poetici da sembrare appena usciti da un acquarello di Folon.  Comunque dobbiamo ancora accendere il riscaldamento del camper.    Per la prima volta nella nostra memoria di camperisti, riceviamo un messaggio dall’unità di crisi del ministero degli esteri , che segnala rischio di attentati su Parigi (a gennaio 2015 attentato a Charlie Hebdo ; nel novembre 2015 serie di attentati, tra i quali il Bataclan…) con i  numeri da contattare in caso di emergenze.      Dai dai : siamo a 220 chilometri da Calais, dove veniamo sempre tristemente accolti dalle alte barriere armate che fiancheggiano in doppia fila l’ultimo tratto della strada che ci conduce al porto, alla dogana e all’imbarco.   In un’ora acquistiamo il biglietto, superiamo tutti i controlli e siamo partiti. Sul traghetto riusciamo a pranzare con una bella english breakfast (uovo, fagioli stufati, funghi, salsiccia, salsiccia vegetale, without black pudding thank you)  ; mare calmo , sbarco sulle bianche scogliere di Dover

White Cliffs of Dover .

Corsa lungo gli ultimi 140 chilometri verso Londra e il Christal Palace Camping dove arriviamo verso le 15.   Finalmente parcheggiamo , pensando che per un po’ non muoveremo più una ruota.   Doccia rigenerante e poi finalmente partiamo alla volta del Caffè Nero di Covent Garden : lunghissimo giro in bus, con passeggiata da Trafalgar Square a Covent Garden sotto un potente acquazzone, facendo attenzione alle fontane di acqua sollevate dalle grandi pozzanghere dal passaggio dei bus che corrono indifferenti. Clima londinese : a sinistra piove, a destra spunta il sole, a sinistra nuvoloni, a destra squarci di luce ….

E finalmente : abbracciamo la JESSICA ….. e abbiamo voglia di non mollarla piu’…  Anche lei è stanca, reduce dal lavoro e dallo scarso sonno per una festa.  Passiamo anche a salutare i suoi colleghi amici: Claire, il toscano Enrico ultimo assunto. Ceniamo tutti insieme a Covent Garden da Jamie Olivier e dolce chiusura con gli squisiti macarones di Laduree, perché per oggi non riusciamo a pensare di fare altra strada.  E alla fine non vorremmo , ma ci salutiamo alla fermata del bus, che ci riaccompagna in campeggio, abbastanza velocemente.   Arrivati a letto, ci addormentiamo alla velocità del tuono.

Lunedì 13 giugno ci svegliamo alle 8, perché abbiamo appuntamento con la Jessi : superato l’impegno della partenza e del viaggio, iniziamo a rilassarci, e potremmo tranquillamente riposare per ore…  ma vogliamo sfruttare ogni minuto del viaggio…  Colazione veloce con le briosche di Cafè Nero che la Jessica ci ha regalato la sera precedente.  Cerchiamo la stazione di Christal Palace , purtroppo evitando di attraversare il parco, che immaginiamo allagato… Attiviamo Oyster Cards e arriviamo velocemente sotto al Big Ben (o come dice Carlo : il Bing Beng) affacciati al Tamigi, al Palazzo del Parlamento e alla ruota panoramica. Arriva anche la Jessica, passeggiamo e chiacchieriamo, mangiamo ( a Get Focaccia, nel Crown Passage tra il St. James Park e Trafalgar Square) e chiacchieriamo : siamo tutti più freschi e riposati,

chiacchieriamo e ci abbracciamo, passeggiamo e chiacchieriamo, ci stringiamo le mani e passeggiamo felici…  Hyde Park, The Mall, Buckingham Palace : lo stendardo reale, che sventola al posto della Union Jack, ci informa che “the Queen is in” , anche per i festeggiamenti del suo novantesimo compleanno, che dureranno tutto il mese di giugno. Tra pochi squarci di luce azzurra e prevalenti nuvoloni, pioggerellina, pioggia intensa e acquazzoni veloci accompagnamo la Jessica che va a lavorare (dalle 14 alle 22) fino alla stazione di St. James .  

Noi visitiamo il Museo di Storia Naturale, che Carlo desidera vedere incuriosito dal film Una notte al museo ; dopo tutti questi chilometri ci sembra che se lo sia conquistato .   La sola struttura del museo è bellissima ; le collezioni infinite….,

Rientriamo in campeggio in treno. Cena e buonanotte… in compagnia di dolori generalizzati (piedi, ginocchia, anche, zona lombare) : età, clima umidissimo, mancanza di allenamento …

Qui finisce il diario tenuto nel corso di questa vacanza … da adesso in avanti solo appunti di minima e ricostruzione fotografica.  E’ andata così … penso anche per alcuni anni a venire : non so perché …

Martedì 14 giugno

Ritrovo sempre sotto al Big Ben : attraversiamo il ponte e passeggiamo lungo il Tamigi  : ruota panoramica, Southbank, Shakespeare Globe , Tate Modern, Millennium Bridge .

Parco delle sei sfingi , dietro al Christal Palace Campsite
The London Eye , la grande ruota panoramica
La galleria d’arte a cielo aperto lungo il Tamigi a Southwark
Vicino al Blackfriars Bridge
St. Paul’s Cathedral , dai giardini della Tate Modern Gallery
The Tower of London , cittadella fortificata che custodisce le prigioni (dove furono incarcerate – e giustiziate – alcune delle mogli di Enrico VIII (Anna Bolena e Katherine Howard) , i gioielli della corona, i corvi protetti dalla Corona e arruolati come militari del Regno (leggenda vuole che : “se i corvi della Torre di Londra moriranno o voleranno via , la Corona cadrà e con essa la Gran Bretagna”).

Da Wikipedia : “per loro sono stati anche emessi documenti che ne attestano lo status, come se si trattasse di veri e propri soldati o poliziotti. Al pari dei soldati, i corvi possono essere congedati per cattiva condotta. La maggior parte dei londinesi apprezza i corvi, ma talvolta alcuni di questi uccelli possono diventare sgraditi a causa di un comportamento inappropriato. Ad esempio, il “corvo George” fu ufficialmente esonerato dal suo incarico nei confronti della Corona e confinato nel Galles, in seguito all’attacco e alla distruzione di alcune antenne televisive. Per la gestione dell’incidente, è stato perfino emesso un apposito provvedimento: «Sabato 13 settembre 1986, il corvo George, arruolato nel 1975, è stato inviato al Welsh Mountain Zoo. Per la condotta insoddisfacente, il suo servizio non è più richiesto.» Nel 1996 altri due corvi sono stati dimessi dalla colonia per “condotta disdicevole nei confronti degli abitanti della Torre”. Sebbene ai corvi siano tarpate le penne remiganti su un’ala, a volte essi disertano abbandonando le loro funzioni. Nel 1981 il corvo Grog, dopo 21 anni di servizio fedele alla Corona, decise di lasciare i dintorni della torre in favore di quelli di un pub.  Al contrario, un corvo chiamato Mabel fu rapito dalla torre subito dopo la seconda guerra mondiale, un mistero che non è mai stato svelato. Un’altra curiosa vicenda riguarda due corvi chiamati “James Crow” ed “Edgar Sopper”. James Crow fu un corvo longevo e molto amato. Dopo aver notato la grande commozione portata dalla morte di James, Edgar Sopper scoprì che avrebbe potuto “fingersi morto” al fine di attrarre maggiore attenzione su di sé. Il trucco fu così convincente che il guardiano dei corvi era pienamente convinto della sua morte. Si racconta che quando il guardiano ne prese il “cadavere” fra le mani, Edgar Sopper morse un dito dell’uomo e “sbatté le ali gracchiando enormi risate da corvo”. Nel 1990, un ciambellano di nome Norman Hood morì nella sua stanza nella Torre. L’ex assistente tutore dei corvi ha riferito che i volatili parevano essere consapevoli della morte, poiché subito si erano radunati sulla Torre Verde vicina alla cappella, dapprima gridando e poi zittendosi, come per rendergli omaggio. L’idea non dovrebbe essere screditata, dal momento che è stato ampiamente riportato come i corvidi siano soliti celebrare una sorta di “funerali” in presenza di un corvo morto, nei quali piangono e si aggirano in silenzio attorno alle spoglie. “

Il grattacielo Walkie Talkie , il Tamigi e le bolle di sapone ….
The Tower Bridge
Un esemplare di coccodrillo del Tamigi.

Io Gabriele e Carlo poi proseguiamo il pomeriggio da soli (Jessica lavora sempre dalle 14 alle 22) e – dopo il pranzo da Muriel – visitiamo le Churchill’s War Rooms

Da Wikipedia . Il Churchill War Rooms è un museo di Londra e uno dei cinque rami dell’Imperial War Museum. Il museo comprende le Cabinet War Rooms, uno storico complesso sotterraneo che ha ospitato un centro di comando del governo britannico durante la seconda guerra mondiale, e il Churchill Museum, un museo biografico che esplora la vita dello statista britannico Winston Churchill.
La costruzione delle Cabinet War Rooms, situate sotto l’edificio del Tesoro nella zona di Whitehall a Westminster (vicino alla odierna Downing Street) , iniziò nel 1938. Divennero pienamente operativi il 27 agosto 1939, una settimana prima che la Gran Bretagna dichiarasse guerra alla Germania. Le War Rooms rimasero in funzione per tutta la seconda guerra mondiale, prima di essere abbandonate nell’agosto del 1945 dopo la resa del Giappone.

Durante la sua vita operativa due delle Cabinet War Rooms furono di particolare importanza. Una volta operativa, la Map Room della struttura era in uso costante e presidiata tutto il giorno da ufficiali della Royal Navy, dell’esercito britannico e della Royal Air Force. Questi ufficiali erano responsabili della produzione di un riepilogo giornaliero dell’intelligence per il re, il primo ministro e i capi di stato maggiore militari. L’altra stanza chiave era la Cabinet Room. Dopo la nomina di Winston Churchill a Primo Ministro, Churchill visitò la Cabinet Room nel maggio 1940 e dichiarò: “Questa è la stanza da cui dirigerò la guerra”. Un totale 115 riunioni di gabinetto si tennero presso le cabinet war rooms, l’ultima il 28 marzo 1945, quando la campagna tedesca di bombardamenti con terminò.

L’ufficio-camera da letto di Cabinet War Rooms di Brendan Brackenministro dell’Informazione di Churchill.

Il 22 ottobre 1940, durante la campagna di bombardamenti contro la Gran Bretagna, fu deciso di aumentare la protezione delle Cabinet War Rooms con l’installazione di un massiccio strato di cemento noto come “the Slab”.  Fino a 5 piedi (1,5 metri) di spessore, la lastra fu progressivamente estesa e nella primavera del 1941 la maggiore protezione aveva permesso alle Cabinet War Rooms di espandersi fino a tre volte le loro dimensioni originali.  Mentre l’uso di molte delle singole stanze delle War Room cambiò nel corso della guerra, la struttura comprendeva dormitori per il personale, camere da letto private per ufficiali militari e ministri anziani e stanze per dattilografi o centralini telefonici

Altre due stanze degne di nota includono la Transatlantic Telephone Room e l’ufficio-camera da letto di Churchill. Dal 1943, un telefono crittografato con codice SIGSALY fu installato nel seminterrato di Selfridges, Oxford Street, collegato a un terminale simile nell’edificio del Pentagono.  Ciò permise a Churchill di parlare in sicurezza con il presidente americano Roosevelt a Washington, con la prima conferenza che ebbe luogo il 15 luglio 1943. 

Estensioni successive furono installate sia al 10 di Downing Street che alla Transatlantic Telephone Room appositamente costruita all’interno delle Cabinet War Rooms.  La camera da letto dell’ufficio di Churchill includeva apparecchiature di trasmissione della BBC; Churchill fece quattro trasmissioni in tempo di guerra dalle Cabinet War Rooms. Sebbene la stanza dell’ufficio fosse anche allestita come camera da letto, Churchill raramente dormiva sottoterra, preferendo dormire al 10 di Downing Street o al No.10 Annexe, un appartamento nei Nuovi Uffici Pubblici direttamente sopra le Cabinet War Rooms.  Sua figlia Mary Soames dormiva spesso nella camera da letto assegnata alla signora Churchill. 

Le camere delle impiegate, con postazione di lavoro e postazione di riposo ; in dotazione alcune lampade solari per compensare la mancanza di luce solare per gli impiegati che hanno trascorso in questo sotterraneo gli anni della guerra.
Le cucine ; stile minimalista inglese .
Il monitoraggio delle linee di combattimento, dei bombardamenti ; i vari colori indicano l’intensità delle azioni.
Enigma , dispositivo per cifrare e decriptare i messaggi , utilizzato dai Tedeschi e decodificato dal matematico Alan Turing.

Mercoledì 15 giugno

La Jessica fa uno strano spezzato (dalle 6 alle 10 e dalle 15 alle 17) ; London Bridge e passeggiata lungo il Tamigi sotto la pioggia ; visitiamo Harrods e Oxford Street alla ricerca di un paio di scarpe per me.

Giovedì 16 giugno

La Jessica è finalmente di riposo ; ritrovo a Victoria station e giornata ai Kew Gardens (ingresso gratuito) ; cena da Muriel.

The Peacock.
Ruota : davanti.
Ruota ; laterale.
Ruota : dietro. Il top.
Le serre vittoriane. Palm House.
La serra tropicale.
Glia alberi sono maestosi. Giganti monumenti naturali.
Queen Charlotte Cottage.
Monumento sonoro e luminoso ispirato dalla vita di un alveare….
Princess of Wales Conservatory : Dry tropics, Wet tropics.
Waterlilly House.
La passeggiata tra le cime degli alberi .

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