Viaggio a Londra (non solo) in camper in era Brexit/Covid . Parte 4

Martedì 12 ottobre 2021

Scendiamo dal traghetto e prendiamo prima l’autostrada poi stradine sempre più strette che ci conducono a Beaulieu, al centro della New Forest, incantevole riserva naturale con boschi secolari, cervi e cavalli che pascolano liberi ai bordi delle strade, dove c’è il limite dei 40 miglia (64 Km), proprio per l’elevata possibilità che gli animali si trovino sul percorso stradale.  

Dalla guida Routard : “Immensa distesa di lande, eriche e ginestre che si alternano a tratti di sottobosco ricoperti da giacinti selvatici .  Anche nei villaggi si incontrano animali di ogni tipo che vivono allo stato brado. Istituita da Guglielmo il Conquistatore quasi 1000 anni fa  la New Forest era originariamente destinata ai piaceri del sovrano e ancora oggi appartiene alla Corona. Gli abitanti dei villaggi conservano usi e costumi medioevali . Così Lord Montagu, dell’aristocrazia locale, percepisce ancora benefici feudali dai sudditi che vivono sulle sue terre, dall’alto del suo castello di Beaulieu. Nel 2005 la New Forest fu dichiarata parco nazionale e questa organizzazione medioevale avrebbe potuto sentire suonare la sua ora: ma la Regina ne è rimasta la principale proprietaria  e la Forestry Commission (organo governativo responsabile delle foreste del Regno Unito) ha stabilito una gestione in cui un rappresentante del re rimane il principale controllore , con poteri limitati”.    

Il vecchio che rimane ancora vivo…. Qui meno simpatico dei pensionati di Ryde….

 Ed infine diamo anche noi un lauto contributo a Lord Montagu, che nel suo castello ci aspetta ed accoglie (in fotografia) all’ingresso del National Motor Museum , straordinario quanto caro (circa 30 euro a visitatore).  Pranziamo al ristorante del museo,  con qualche malumore  strisciante ; forse perchè il cielo si riempie di nuvoloni minacciosi , o forse perchè domani finirà la vacanza …   La visita è mirabolante, incredibile, pazzesca : solo gli inglesi hanno questo talento nella costruzione dei musei.  Il sito internet del museo è una vera opera documentale monumentale su tutto ciò che riguarda il mondo dell’auto. Troviamo centinaia di autovetture, dalle vernici brillanti, ottoni luccicanti fino al tappo del radiatore, cruscotti in legno lucido : ogni domanda trova la sua risposta, compreso il prezzo originario delle auto esposte.   La decappotabile bianca di Marlene Dietrich , macchine leggendarie : Rolls Royce, Bentley, Jaguar, Fiat, Bugatti, Ferrari, Aston Martin , storici camion dei pompieri, le utilitarie, i bolidi delle corse di formula 1 , le motociclette (tra le quali c’è anche una moto del National Health Service : una postazione di soccorso medico insomma ) , le enormi autovetture che hanno abbattuto i record di velocità (oltre 300 Km orari nel 1929, oltre 640 nel 1960) , le auto dei fumetti e dei film famosi (Harry Potter, Mr. Bean, un Maggiolino tutto matto, James Bond, Chitty Chitty bang bang…) , la ricostruzione di un intero quartiere di inizio novecento, con traffico, negozi, officina di un meccanico (compresi gli odori, i rumori e il sottofondo musicale) , i veicoli commerciali , i camper, un capannone intero con le auto di Top Gear ….  Usciamo francamente frastornati .

E non è finito qui : ci aspetta un giro sul vecchio bus a due piani, che ci porta a visitare una parte del castello di Lord Montagu (bellissima la cucina, con una mezza parete per i campanelli di chiamata dalle diverse camere) e la attigua cattedrale in parte diroccata.   Cerchiamo un pò di notizie sul casato e sul fondatore del museo Lord Edward John Barrington Douglas-Scott-Montagu, terzo barone Montagu di Beaulieu   Ci lascia davvero attoniti la reale dimensione della ricchezza : oltre ogni nostra possibilità di immaginazione.

Arriviamo a Lindhurst prima del tramonto : piccola spesa per cenetta in camper e per il brufen della Jessica . Piccolo paese evidentemente frequentato da turisti ricchi :   in centro vicino al supermercato spicca un  negozio di Ferrari ( cavalli di altro tipo ! ) ; molti i negozi di antiquariato con i gatti di ceramica più brutti del mondo ; spaventapasseri ti osservano inquietanti da ogni dove (si è appena concluso il festival …) .  Nel cimitero che circonda la chiesa troviamo la tomba di  Alice (nel paese delle Meraviglie : in realtà Mrs Reginald Hargreaves che da piccola ispirò a Lewis Carrol la protagonista del suo famoso libro , raccontandogli i sogni fatti un giorno in cui si era profondamente addormentata nella foresta ) .

Seguendo complicate istruzioni della guida – che consigliano di non seguire le indicazioni del navigatore per arrivare al camping per la presenza di strettoie pericolose – attraversiamo increduli ed un po’ spaventati , nel buio più completo,  alcuni chilometri in mezzo alla foresta lungo una strada sterrata . Giungiamo infine all’ingresso del Camping Black knowl ( letteralmente : conoscenza nera, per stare tranquilli…) .      Suoniamo in portineria e dopo averci ripetutamente chiesto – con evidente allarme – se la sbarra era aperta (???), i  gestori ci assegnano – neppure dirlo – l’ultimo posto disponibile  .   

All’ingresso scenetta comica determinata dal nostro stato semiconfusionale determinato dall’infausto binomio fame-paura  : sulla porta della reception è appeso l’odiato cartello “no dog allowed”, che interpretiamo erroneamente come indicazione riferita al camping (anziché ai locali della reception) . Dialogo con la signora, con tutto l’equipaggio intento a distogliere l’attenzione dai grandi latrati ed il furioso abbaiare della Nina (affamatissima e probabilmente attivata dagli odori della fauna selvatica). Percorso bizzarro a chiocciola che dobbiamo percorrere più e più volte per trovare infine la nostra piazzola.

Cena con cocktail di gamberi su letto di insalata … all’acqua (peccato che non avevamo nulla per sgocciolare l’insalata) e burger cucinati in camper : la Jessica eleva sentite proteste per la mancanza del ketchup….    Sorry : non ci abbiamo proprio pensato, nessuno è perfetto .  Buonanotte….

Mercoledì 13 ottobre 

Ci svegliano I BRAMITI DEI CERVI e questo sintetizza la meraviglia del luogo : siamo in un campeggio moderno ed accogliente, caratterizzato dalle proporzioni esagerate degli inglesi (ampie piazzole con soffice manto erboso con tutti i comfort, ampi servizi, acqua calda e scrosciante) , situato in mezzo ad una foresta di alberi secolari che è patrimonio nazionale . Qui i sentieri si chiamano : Deer watch trail (sentiero di avvistamento dei cervi) , Jubilee grove trail (sentiero del bosco del giubileo), Radnor trail , che conduce al torrente ; ci proponiamo di tornare a fine primavera-inizio estate per godere dell’esplosione delle fioriture spontanee di eriche, narcisi, anemoni  e delle bluebell, che ricoprono le colline e tappezzano il sottobosco .  La New Forest è infatti un paesaggio unico, composto da boschi antichi, brughiere coperte di erica, torbiere paludose, vasti prati erbosi in cui pascolano animali in libertà, acquitrini salmastri , villaggi pittoreschi : uno degli ultimi luoghi del sud dell’Inghilterra ad offrire un’atmosfera di natura intatta e di pace , che probabilmente non sono così diversi da quelli cui cavalcava Guglielmo il Conquistatore, che la destinò a terreno di caccia.

Facciamo una bella doccia e dopo colazione riprendiamo la strada per tornare a Londra sotto un bel cielo azzurro e terso.  All’uscita dal sentiero che porta al campeggio troviamo la sbarra, che effettivamente dovrebbe restare chiusa (e che diligentemente chiudiamo). Attraversiamo ancora una volta il New Forest National Park , avvistando scoiattoli che saltellano, cavalli liberi ai margini della strada e cervi…  

 

Giungiamo infine di nuovo al Christal Palace Camping (preannunciando il nostro arrivo – non sappiamo perché – come richiesto in fase di prenotazione : gli inglesi desiderano avere il tempo per essere pronti ).

Veloce spuntino e prendiamo il bus : dopo tanto mare, cieli azzurri, nuvolosi, foreste, cavalli e cervi, oggi ci gettiamo nuovamente nel frenetico mood londinese, che tanto piace a Jessica : tutto è in perenne movimento, nulla fermo .  Tutto è vorticoso ed accellerato. Per noi è un po’ come entrare nella centrifuga di una lavatrice ed uscirne belli strizzati e lievemente disorientati .     Ci aspetta un pomeriggio di shopping da TkMax, grande magazzino che liquida i resti dei grandi marchi a prezzi bassissimi.   Finiamo appena in tempo per andare in uno dei nostri ristoranti del cuore a Londra , Maggie Jones,  per una cena  britannica in piena regola.  Io ricordo l’ottimo burger vegetariano e il favoloso budino di mele,  pane e uvetta con crema calda condiviso con tutta la famiglia.   Memorabile la birra, bionda fresca e fruttata, che non devo dimenticare : BLONDE HEPWORTH .

Calorosa accoglienza ed attenzioni particolari della cameriera, che condivide con noi tutta la sua vita : mamma di due figli di 5 e 10 anni, che vivono con la nonna in Brasile e che non vede da due anni e spera di rivedere l’anno prossimo … mi si stringe il cuore.  

Rientro in Uber, con autista indiano dall’inglese molto molto incerto, oserei dire quasi inesistente  : ci chiede se andiamo a Christal Palace, noi capiamo che ci chiede come sta nostra figlia, ma alla fine – tra gesti e mappe – riusciamo ad intenderci.  Durante la corsa, guardando il chiarore della luna nel cielo ci godiamo il tepore della felicità per le giornate che abbiamo trascorso insieme alla Jessica , che ci ha fatto il piu grande regalo: il suo tempo ….

Giovedì 14 ottobre

Jessica fa turno doppio e  lavora tutto il giorno perché deve recuperare le ore coperte dalle colleghe per le vacanze ; io e Gabriele andiamo in giro per tutta Londra alla vana ricerca del negozio delle Fit Flop, che google ci segnala erroneamente a  Fulham (oltre Kensington)  , dove invece troviamo solo una enorme antica fornace per la ceramica.  Breve digressione sulla totale indifferenza del popolo londinese rispetto alla situazione Covid, con dati in peggioramento ed appelli dal personale degli ospedali che iniziano ad essere in sofferenza : pochissime persone indossano la mascherina  (noi, i giapponesi e pochi altri), anche sui mezzi di trasporto, nonostante gli ininterrotti messaggi sonori che ne declinano l’obbligatorietà. Ma evidentemente rispetto a tale comportamento nessuno vuole controllare…

Dopo un pranzo leggero con insalatina di Waitrose che condividiamo con la Jessica (e le colleghe) nella sua pausa,  andiamo poi a casa sua per preparare la cena per i ragazzi : pizza con lievito di birra e mozzarella portati dall’Italia, torta di mele con crema pasticcera, che avvolgono di profumo di casa il rientro di Jessi.   Reef sta chiuso in camera, perché teme di attaccarci il mal di gola (ha fatto ripetuti tamponi negativi)  : gli impediamo di cenare da solo e ci godiamo la serata tranquilla e casalinga. Rientro in Uber questa volta con autista competente.

Venerdì 15 ottobre

Ancora turno doppio per la Jessica : noi proseguiamo la vana ricerca delle scarpe nel grande magazzino The House of Fraiser (vicino allo store di Jessica), dove invece troviamo pantaloni e una felpa per Gabriele.   Non condividiamo il pranzo con le ragazze perchè oggi il negozio è sottoposto ad una visita ispettiva dell’area manager. Per cui io e Gabriele decidiamo di fare una passeggiata verso il centro, per andare a comperare i dischi di Billie Eilish in un bellissimo negozio di musica e libri vicino a Covent Garden. Dietro a St. James Park incontriamo un enorme set allestito per girare i nuovi episodi di Sherlock Holmes (o sulla vita della sorella di S.H., non abbiamo ben capito), che ha bloccato una intera via e parte del parco .  La troupe è in pausa pranzo.

Anche noi pranziamo seduti su una panchina con un cestino Waitrose, in compagnia di un vanitoso pellicano .

National Gallery e Trafalgar Square
Covent Garden

Torniamo poi a prendere la Jessica e dopo un ulteriore rapidissimo giro per negozi tentiamo di andare a cena da Flat Iron di Myfair, che però ci dà tempi di attesa biblici ; ripieghiamo su un vicino The Real Greek a Marylebone trovato all’ultimo momento, che incredibilmente ha uno splendido tavolo libero . Cena dai sapori mediterranei ottima : la Jessica è contentissima  e ci dice che la prossima settimana è invitata al Festival internazionale del cinema indipedente , dove andrà con la sua amica Benedetta Scuto – di origini catanesi – a rappresentare Daniele Gangemi regista catanese candidato al premio con la serie “Fratelli noir” .   Anche questa sera siamo in armonia , senza filtri e felici : di essere insieme .  Noi decidiamo di andare in campeggio in taxi , mentre Jessi ha un bus comodissimo : ci prenota un nuovo taxi Bolt (ancora più economico di Uber) .  Arriva Lydia, una maestosa autista nera che tiene il navigatore inspiegabilmente nascosto sotto il cruscotto,   e deve continuamente abbassarsi per vedere il percorso ; sbaglia ripetutamente strada facendo commenti solitari sommessi ma agitati, giri circolari , scusandosi, e ad un certo punto – mentre cerca di capire che strada prendere  guardando sotto al cruscotto – si sposta troppo verso sinistra e vedo un enorme bus a due piani arrivarmi addosso…. Frena all’ultimo momento e io comincio a pregare di arrivare incolume al camping.    Thank you very much e ciao Lydia …. Buonanotte  .

Sabato 16 ottobre

Oggi è una giornata particolare : Jessica è reclutata dal suo amico Damien Paviot , che le ha organizzato una festa di compleanno già rinviata per il nostro arrivo e che durerà tutta la giornata, ma vuole conoscerci. Decidiamo di fare colazione/pranzo insieme da Muriel, altro ristorante del cuore proprio all’uscita della Metro a South Kensington , che visitiamo sempre, casualmente prima delle partenze.  Non proprio casualmente : in realtà l’atmosfera casalinga accompagna l’emozione un po’ struggente che colora i giorni in cui iniziamo a pensare al nuovo distacco.  

Mentre li aspettiamo (sono in ritardo), facciamo una passeggiata nel quartiere e troviamo un mercatino di prodotti di campagna dove acquistiamo un po’ di formaggi  .  Alla fine Damien arriva insieme alla Jessica, molto emozionato, entrambi elegantissimi : riusciamo anche ad entrare dalla affollata Muriel e facciamo una colazione-pranzo. Ci salutiamo e ci dirigiamo al nostro pomeriggio di libertà : ci godiamo la bella giornata di sole e passeggiamo a lungo, diretti a Trafalgar Square.  Sosta in un magnifico negozio di articoli per la casa e da Harrods (dove avvistiamo gli oggetti più costosi del pianeta … alcuni francamente assurdi: una maschera in oro per l’applicazione di creme per il viso dal prezzo di circa 30.000 sterline; una lussuosa cyclette da appartamento in acciaio-legno-cristallo, 25.000 sterline ; una minacciosa poltrona per massaggio completo, 45.000 sterline ) ; ciò che risulta obiettivamente incantevole sono i bagni, ed il mercato gastronomico , tutti in meraviglioso e raffinato stile liberty perfettamente restaurato .  Arriviamo a Trafalgar Square e ci dirigiamo alla National Portrait Gallery che scopriamo essere in ristrutturazione e chiusa fino al 2022.  Sarà proprio Muriel a gestire il ristorante del museo : quindi pregustiamo già la nostra prossima visita ad entrambi. Superiamo la delusione e continuiamo a camminare : ci dirigiamo da Twining, nello Strand, dietro all’imponente Palazzo di Giustizia,  per comperare il mio ottimo thè verde al gelsomino e il thè che porteremo ad amici e parenti .  Alla fine siamo stremati e rientriamo in campeggio , per una serata tranquilla , con i report sui festeggiamenti di Jessi …   La parte inferiore e dolorante del mio corpo – dalle ginocchia in giù – mi è molto riconoscente.    Cenetta in campeggio, con il tepore del nostro fornetto che sprigiona il profumo delle scorte casalinghe. La tranquillità della serata prima ci ristora, poi ci incanta : fuori dalla finestra la luce della luna filtra tra i rami degli alberi, in perfetta armonia con la magia di Halley’s Comet, che abbiamo appena scoperto : grazie Billie Eilish .    

Iniziamo anche a preparare la cena di domani con gli amici di Jessi … l’ultima per questo viaggio.

Alla fine siamo stanchissimi e anche per oggi: buonanotte .

Domenica 17 ottobre

L’ultimo giorno londinese trascorre tranquillamente : dalla quiete dell’area del campeggio – “armati” della borsa frigorifero con la cena – torniamo nella frenesia del centro. Jessica lavora e stiamo con lei nello store : dopo il solito pranzo Waitrose in pausa, prendiamo un bus e tentiamo di passeggiare per Oxford Street, ma fuggiamo rapidissimi per la calca dello shopping domenicale .

Oxford Street
Piccadilly Circus, dal secondo piano del bus

Riprendiamo la nostra borsa frigorifero ed andiamo a preparare la cena di saluto con Jessica, Reef, Samuele e Ida : vitello tonnato e uccelletti scappati con il purè .   Purtroppo arriva velocemente il momento dei saluti : qualche lacrima scorre o viene trattenuta. La tristezza viene però temperata dalla quasi promessa di rivederci presto : vorremmo risalire a Londra per vedere “Six serpents and a tarantula” che Jessica rappresenterà di nuovo a metà novembre a The hen and chicken pub-theatre , un pub-teatro di Londra  .   Non abbiamo mai visto una delle sue rappresentazioni, perchè sempre bloccati da qualche evento covid-correlato. Ci salutiamo sulla soglia di casa, con un abbraccio fortissimo e lungo : arrivati in strada guardo per un pò verso la finestra illuminata della camera di Jessica, e poi dobbiamo andare …. 

Noi torniamo alla nostra tranquilla lentezza e lasciamo la Jessi alle sue frenetiche giornate ….

Lunedì 18 ottobre

Iniziamo la giornata con il profumo e la dolcezza della Jessica , che ieri sera ci ha regalato due fragranti briosche . Partiamo alle sette di mattina e iniziamo a riavvolgere il percorso – come un gomitolo – più velocemente , come tutti i ritorni. 

Arriviamo al ferry e ci imbarcano in anticipo : il traghetto è ancora praticamente vuoto . Corriamo veloci e decidiamo di fare tappa ad Arras, nell’Alta Francia : c’è una area di sosta consigliata (Aire Park) e dalle foto la cittadina sembra bella.   L’area di sosta è la più tecnologica che abbiamo mai visitato : si paga la sosta all’ingresso (10 euro a notte) e si ottengono una serie di QRcode che servono per attivare il collegamento elettrico e per utilizzare la doccia (cabina spaziale che si sterilizza completamente dopo ogni utilizzo) ; piazzola su asfalto con vista sulle darsene del fiume Scarpe, costeggiato da meravigliosa pedonabile/ciclabile .

Con una breve passeggiata arriviamo al centro storico che è una delle grandi sorprese del viaggio e ci lascia senza parole : antica cittadina medioevale, che ha conosciuto il suo massimo sviluppo nel cinque-sei-sette-ottocento, e si raccoglie intorno a la Place des heroes (o Petit Marchè)  e  la Grand Place, originariamente costruite per ospitare rispettivamente il piccolo mercato e il grande mercato (il più grande di tutta la Francia, testimone di 1000 anni di storia) .  Le case, con i timpani in stile prima gotico poi barocco, sono perfettamente allineate ed incorniciano splendidamente le due piazze. Il colpo d’occhio è notevole : la piazza sembra un enorme teatro a cielo aperto .  La ricostruzione postbellica ha poi impreziosito il tutto con ricami liberty. Sotto la città una rete di gallerie dalla storia variegata : magazzini, depositi e gallerie militari,  rifugi antibombardamenti.  Troviamo un negozio di formaggi incantevole : La praire, che ci ricorda qualcosa … lo stesso negozio che abbiamo visitato a Bethune !  

L’omaggio a Clint Eastwood richiede un chiarimento : Arras è la cittadina dove nell’estate del 2015 si fermò il treno su cui si era verificato un attacco terroristico sventato da quattro giovani turisti . Qui vennero soccorsi i feriti ed arrestato il terrorista . Il tutto è raccontato dal film : “Ore 15.17-Attacco al treno”. “Due marines, uno studente universitario e un inglese residente in Francia. Sono i quattro uomini che hanno fermato e disarmato il ventiseienne Ayoub al-Qahzzani, l’attentatore marocchino del treno Amsterdam-Parigi. Aleck Skarlatos, soldato della Guardia Nazionale di Roseburg (Oregon), Spencer Stone, membro delle forze armate dell’Air Force, Anthony Sadler, studente della State University di Sacramento, e il cittadino franco-americano Chirs Norman sono stati premiati con delle medaglie durante una conferenza stampa in un ristorante di Arras (Francia).”

Ceniamo in camper assaggiando gli ottimi formaggi francesi con la gelatina di more selvatiche :  la vittoria del migliore formaggio della vacanza spetta al Bath soft cheese (un brie paradisiaco).    

Bene : buonanotte Arras.

Martedì 19 ottobre

Riprendiamo la strada e attraversiamo tutta la Francia …. corriamo corriamo corriamo e arriviamo fino al Camping de l’ill a Colmar.  All’arrivo nella piazzola a noi assegnata, dopo un difficoltoso posizionamento del camper, veniamo assaliti da un  nugolo di coccinelle che ricoprono completamente il camper, attirate dal bianco.   Passeggiata lungo il canale , doccia e cena .   Ammiriamo le nuvole colorate di rosa da un tramonto limpido.       

Mercoledì 20 ottobre

Ripartiamo ed arriviamo fino a casa : unico evento da ricordare – difficile da dimenticare peraltro – un boato che decreta fragorosamente la fine della vacanza, in tutti i sensi : esplode un pneumatico, capiremo poi all’auto di fianco a noi . Accade durante un transito in galleria in un tratto a scorrimento veloce, subito dopo Lucerna: la deflagrazione – probabilmente amplificata dalla stretta galleria e dal finestrino aperto – e lo spostamento d’aria che Gabriele percepisce chiaramente , ci spaventano e inizialmente pensiamo di essere nei guai . Mezz’ora di panico anche per l’ impossibilità di fermarsi, che ha contribuito al precipitare improvviso di tutta la stanchezza del viaggio.

Arriviamo a casa verso le quattro di pomeriggio giusto in tempo per prenotare il tampone di rientro per il mattino successivo in centro a Como (molte farmacie hanno liste di attesa bibliche , perché i no-vax per ottenere il green pass ed andare a lavorare devono fare il tampone ogni due giorni) e scaricare il camper.  

Le micie festeggiano il nostro arrivo, soprattutto quello della Nina, che – vistosamente coccolata – mantiene una completa e sostenuta indifferenza  . 

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