Viaggio a Londra in camper in era Brexit/Covid capitolo 3

Sabato 9 ottobre

Facciamo colazione e paghiamo la sosta notturna .   Decidiamo di dirigerci verso l’Isola di Wight : quindi, mentre la Jessica riposa ancora un po’,  ci dirigiamo a Portsmouth. Incontriamo però una deviazione che ci fa uscire dall’autostrada e dopo alcuni errori e alcune code, decidiamo di trovare una tappa intermedia per godere della bella giornata di sole ed anche per il pranzo, preferibilmente al mare . Guardo la mappa e vedo alcune isole/promontori sulla costa : decidiamo di dirigerci a Hayling  Island , piccola isola collegata alla terraferma da un ponte che corre in mezzo al mare tra aree salmastre (bellissime le foto dal satellite) dove ci sono fiorenti allevamenti di ostriche e dove la guida ci segnala uno dei ristoranti dove si mangia “il migliore fish and chips del Regno Unito”.

Mappa del percorso delle nostre vacanze : da Londra a Pevensey a Beachy Head a Brighton a Hayling Island all’Isle of Wight (Shanklin , Ventnor, The Needles) a Beauliau alla New Forest a Londra

 Troviamo il ristorante, Inn on the beach, direttamente posizionato sulla spiaggia anche qui sassosa : ci accomodiamo perché nella veranda esterna l’aria che arriva dal mare è gelida .   Ci mettono in una bella veranda illuminata dal sole e il panorama si affaccia proprio sull’isola di Wight, che ci sembra di poter toccare . Finalmente Gabriele e la Jessica riescono  a mettere i denti sul fish and chips ; io ho preso dei rotolini di seppia fritti con salsa . Di ostriche e pesce fresco neppure l’ombra. Discreto, ma “memorabili” è decisamente un’altra cosa…

I nostri vicini di tavolo – due anziani e distinti  inglesi – bevono una pinta di birra (il marito) e un bicchiere di vino (la moglie) dopo l’altro, senza segni di cedimento ; protestano garbatamente ma in modo reiterato per il menù che non li soddisfa. Il cane giace paziente ed immobile sotto il tavolo.

Poi passeggiata sulla lunga spiaggia di sassi sotto il sole e sotto  deltaplani a motore che volteggiano ….

L’arrivo a Portsmouth e la ricerca del Ferry sono complicate : ripetiamo più volte il giro della cittadina, ci perdiamo e ritroviamo e finalmente – nella giungla di indicazioni per ogni genere di porto – troviamo il traghetto per l’Isle of Wight , ma all’ingresso scopriamo che bisogna prenotare preventivamente online . Le nostre connessioni internet sono sempre molto labili o assenti : la Jessica ci salva e prenota in un battibaleno andata e ritorno, oltre che un posto in un campeggio agreste sull’isola .  Dobbiamo come sempre constatare che nel Regno Unito ciò che non è gratis è costoso (andata e ritorno dall’isola 190 euro)…  Breve viaggio tranquillo , mare calmo e tramonto azzurro salutando la vela di Portsmouth e vedendo le luci dell’isola avvicinarsi.  Lo spirito della vacanza ci riempie i polmoni …

Arriviamo in campeggio (Kite Hill Farm Caravan and camping Park) , perso in mezzo alla campagna, a notte già scesa : ma questa sera vogliamo una cenetta ristoratrice .  Quindi sfoderiamo il nostro fornetto e prepariamo le crespelle di funghi con besciamella.   Continuiamo a vedere le puntate di Dinner Club , che piacciono alla Jessica e ci fanno concludere la giornata con il sorriso.  Persiste il dolore ai denti e continuano le tre somministrazioni al giorno di brufen…  Buonanotte….

Portsmouth
Isle of Wight (Ryde) e la Luna

Domenica 10 ottobre

La proprietaria del campeggio ci sveglia al mattino alle prime luci dell’alba (ore 8 precise) con una vigorosa bussata al camper e ci annuncia che tornerà dopo un’ora.   Ci alziamo e ci facciamo una bellissima doccia scrosciante, passeggiando tra le brume mattutine. Ci rendiamo conto di essere in piena campagna. La signora, che non capisce una parola di quello che cerco di dirle e noi altrettanto, riscuote la sosta notturna e a tutti i costi ci lascia un elegante foglietto con cordino da appendere al camper, nonostante di lì a poco ce ne andremo.  Ci mettiamo in strada, con un programma di minima : faremo il giro dell’isola in senso orario. Partiamo quindi dalla costa est, più turistica, punteggiata da vari paesi che vengono decantati dalla guida.

L’isola a forma romboidale sembra essere uno dei luoghi più affascinanti di Inghilterra, con i suoi piccoli cottage dal tetto in paglia, vita tranquilla e il clima particolarmente mite. Tutti gli inglesi, perfino i Beatles sognano di passarci la vita da pensionati : “When I’m sixty-four” (noi siamo arrivati un pò in anticipo) ! Lisola di Wight è anche il ricordo dell’agosto 1970, quando 600.000 persone si riunirono per celebrare un indimenticabile festival dopo tre estati memorabili : tutta la generazione hippy ha sognato ascoltando le voci sacrali di Joan Baez, Bob Dylan, Joe Cocker, gli Who …

Ricordiamo anche l’incidente della nave cargo Hoegh Osaka, che nel gennaio 2015 si è arenata sul fondale sabbioso e si è drammaticamente inclinata su un fianco .

Sull’isola , oltre al turismo, sono inoltre attive ben tre prigioni (Albany, Camphill, Parkhurst, quest’ultima nota come una delle più dure del Regno Unito e per aver ospitato alcuni personaggi tristemente famosi, come i gemelli Kray e Perter William Sutcliffe , The Yorkshire Ripper) ; a tal proposito spicca tra le notizie raccolte quella di un tentativo di far evadere un parente detenuto da parte di due simpatici burloni armati di una pistola ad acqua e travestiti da Snoopy … con reazione very british : “non è cosa da tutti i giorni venire attaccati da un cartone animato gigante apparentemente armato … certo non si può dire che non dessero nell’occhio “. Peraltro la persona che i due temerari volevano far fuggire era recluso in una prigione vicina … Finale con custodia in degenza psichiatrica…

La regina Vittoria trascorreva qui la villeggiatura e morì sull’isola . Ben prima di lei vi soggiornò Carlo I in attesa di essere decapitato. Le forze partecipanti allo sbarco in Normandia alla fine della seconda guerra mondiale si radunarono lungo queste rive protette.

La stagione turistica inizia solo a fine aprile e prima di allora molti stabilimenti sono chiusi e, anche se i residenti (circa 141.000) rimangono, l’isola è pervasa dal silenzio, che scompare in estate.

Scopriamo anche che l’isola, da eccellenza nella gestione del contagio Covid, da dicembre 2020 ha avuto un drammatico peggioramento della situazione, con impennata dei contagi (da 16 a 1130 casi ogni 100.000 abitanti), frutto dei festeggiamenti natalizi sull’isola, ove erano in vigore regole poco restrittive in relazione alla favorevole situazione epidemiologica ; questo spiega i numerosi cartelli educativi (mascherina, distanziamento, lavaggio delle mani) presenti in ogni luogo.

A Ryde del tutto inaspettata ed imprevista ci aspetta l’ incontro con una esperienza che sarebbe in grado di resuscitare un morto…  Il paese è deserto , il mio ginocchio dolente e bloccato ; dopo una curva verso la periferia del paese, preoccupati per le salite e discesce che ci aspettano, veniamo attirati da alcuni anziani sorridenti, con berretto e divisa da autista,  che ci salutano , di fronte ad un grande capannone e ad un parcheggio, dove piano piano scopriamo molti vecchi bus.  VECTIS BUS 100 , una associazione di pensionati arzilli, ex autisti di bus , meccanici, bigliettai, che restaurano PERFETTAMENTE  vecchi bus, che usciti dalla loro officina son brillanti e sembrano nuovi,  e GRATUITAMENTE portano in giro i turisti verso tutte le principali attrazioni dell’isola . Ovviamente nel grande capannone si può trovare tutto ciò che riguarda il mondo dl trasporto in bus : modellini, vecchie divise originali, libri, dischi, vecchie borse dei bigliettai in vendita …. E questa è una delle caratteristiche che ci fanno amare il grande Regno Unito : sanno far rivivere di nuova giovinezza le cose antiche (come noi .. ) , proteggendo maniacalmente le loro caratteristiche e lanciandole nella vita futura, perfettamente e pienamente inserite nella modernità.  Vecchio e nuovo uniti , antico e moderno affiancati, ciascuno con la propria identità, pienamente riconosciuta e protetta, ma accomunati dall’esistere .   

Vectis Bus , Ryde

Classificazione: 5 su 5.

Acquistiamo l’opuscolo informativo per sostenere l’associazione (8 sterline) e – sbagliando – non facciamo un supplemento di colazione (ovviamente servita in un vecchio bus dentro al capannone) : prendiamo il bus verso Seaview e – muniti di biglietto rigorosamente consegnato da un sorridente bigliettaio in perfetta divisa d’epoca ed emesso da una perfetta macchinetta a manovella (uguale a quelle appese al collo dei bigliettai sui bus di Bologna nella mia primissima infanzia) – ci accomodiamo al piano alto aperto di un bus blu anni 70 . Sembra di essere dentro ad una delle bellissime illustrazioni di vita quotidiana degli anni 60 di Norman Rockwell … Alcune signore ridono a crepapelle e  la Jessica commenta in modo sarcastico “la più bella giornata della loro vita”, prima che il bus parta e ci regali una esperienza indimenticabile ……

le giostre di Gardaland non reggono neppure lontanamente il confronto  Il vecchio bus prende velocità (molta) zigzagando rapido nelle strette e spesso ripide stradine dell’isola, inclinandosi a destra e sinistra su vetusti ammortizzatori ; i rami degli alberi ci sfiorano , il vento ci scompiglia i capelli e sbriglia i pensieri,   il tragitto ci porta a correre sui prati-sui quartieri di vecchie case-sulle greggi al pascolo , la nostra altezza ad osservare gli interni delle belle case che possiamo sfiorare con le mani, respirando il profumo del mare che si staglia all’orizzonte …

La Nina si nasconde sotto il sedile temendo il peggio.

 Ci accodiamo ad alcuni turisti del luogo diretti in un buon ristorante sulla spiaggia (The Boathouse), che purtroppo ci dice che non ha alcun posto fino al giorno dopo .  Non vogliamo piangere e ci dirigiamo verso l’unica alternativa esistente in zona, “The Old Barracks” – la Vecchia Baracca – e mai nome fu più azzeccato : la bellezza del giardino e della costruzione sono orrendamente rovinate dalla trascuratezza generale :  stile confuso e stridente di arredi , peraltro nuovi, tessuti raffinati evidentemente polverosi e non puliti, cameriere/i  adolescenti dalle mani fragili (una posata non può raggiungere il tavolo senza prima cadere) e lentissima indecisa disorganizzazione, igiene complessivamente scarsa, tempi di attesa biblici che ci fanno pensare che il cuoco sia fuggito.  Il luogo si guadagna il titolo di peggiore paninoteca delle nostre vacanze in tutto il Regno Unito, come preannunciato dalle recensioni e dall’assenza di clienti . Il pranzo è stato subito dimenticato, come incidente di percorso, occasione persa, esperienza da non ripetere.  

Seaview , Ryde

Dopo aver perso il primo bus per il rientro , dopo una breve passeggiata in spiaggia a cuocere al sole le nostre riflessioni , riusciamo a prendere l’ultima corsa del nostro fantasti-bus. Sembra di essere su una enorme giostra e risulta impossibile non ridere felicioni : sperando che lo sferragliare degli ingranaggi lungo le salite non preannunci l’agonia del mezzo e facendo il tifo per l’autista che – con forza titanica – governa ingranaggi vetusti non dotati di servosterzi (o altri servo…).   Esperienza che non dimenticheremo per tutta la vita , che ci fa sentire in comunione spirituale con i pensionati di Ryde, che ammiriamo e ringraziamo di cuore.  Un  momento di trascurabile felicità che ci aiuta ad abbandonare quelli di trascurabile infelicità .

Ci viene anche l’idea di fermarci a Ryde e visitare l’isola con i Vectis Bus 100… ma desistiamo , forse anche per conservare l’idea che ritorneremo. Riprendiamo il nostro giro dell’isola e ci dirigiamo a Sandown, che attraversiamo rimanendo in camper : bel lungomare piuttosto turistico, e un po’ triste nella solitudine autunnale, che amplifica lo stridore tra i vaghi ricordi liberty delle architetture e le strutture turistico-ricreative.   Approdiamo a Shanklin nel tardo pomeriggio e decidiamo di fare tappa, rimanendo parcheggiati sul lungomare, dove rimaniamo solo noi e il tramonto .

Shanklin , tramonto

Una lunga serie di spiagge dalla sabbia dorata è illuminata dai riflessi del sole al tramonto ; il piano della spiaggia dovrebbe essere collegato alla parte alta ed antica del paese (Old Village) situato sulla falesia, da una funicolare o ascensore (che però non troviamo). Passeggiamo lungo il mare e arriviamo alla Shanklin Chine , piccolo giardino incastonato ed arrampicato sulla falesia , attraversato da una gola formata da un piccolo torrente in oltre 10.000 anni , ricoperta da vegetazione lussureggiante, liane e piccole cascate, ponti di pietra, illuminata da fioche lucine diffuse, che digrada fino alla spiaggia . Attrazione turistica aperta al pubblico nel 1817, luogo amato da pittori, poeti e scrittori : Turner , Howitt, Daniell, Jane Austen, Keats.  A parte la nostra presenza il silenzio e la tranquillità regnano sovrani, cullati dal dolce scorrere e cadere dell’acqua e dall’infrangersi lontano delle onde del mare.

All’ingresso verso la spiaggia , dopo aver pagato il biglietto, si incontra il”Tea Garden Heritage Centre” :  una antica costruzione che domina la gola ed accoglie un simpatico bar, un piccolo negozio di anticaglie, una stanza che racconta la storia di questa gola e la presenza in questi luoghi di un commando militare che si esercitava qui durante la seconda guerra mondiale; c’è anche un monumento commemorativo per gli oltre 400 militari del 40° Commando della Royal Marine addestrati qui e morti nei giorni dello sbarco a Dieppe in Normandia  .   Viene anche ricordata l’Operazione PLUTO (Pipe Under Line The Ocean) , uno dei grandi successi militari segreti della seconda guerra mondiale,  da una idea di Lord Mountbatten. Nel 1944 durante l’invasione della Normandia un gasdotto ha attraversato la Manica da Shanklin a Cherbourg per rifornire di 56 milioni di galloni di carburante al giorno e sostenere l’avanzata delle truppe alleate.

L’atmosfera romantica ci contagia e ci ritiriamo a cena nel nostro Biagio.  Risotto con la zucca castagna, i fiori di zucca e le zucchine. Dinner Club e buonanotte.  

Study of sea and sky, Isle of Wight (1827 by Joseph Mallord William Turner, the painter of the light)

Lunedì 11 ottobre

Shanklin non ha finito di farci regali : il mattino apriamo la finestra affacciata sull’orizzonte del mare che appare  illuminato da una spettacolare alba che sembra dedicata proprio a noi . Uno dei momenti magici delle vacanze in camper : la Jessica dal tepore del suo letto vede sorgere i raggi del sole e osserva il baluginare dei riflesso d’argento sulla superficie del mare …. Colazione e poi prima tappa nell’Old village , sopra la falesia.      Ci fermiamo immediatamente  nel parcheggio antistante una caratteristica chiesetta circondata da antiche tombe coperte di muschio e facciamo una breve passeggiata, sotto il sole che illumina il paesaggio e  scalda corpo ed anima, fiancheggiando castagni, ortensie ancora fiorite, belle case dai tetti in paglia intarsiati .

Facciamo qualche acquisto nel borgo antico , scoprendo che uno dei prodotti tipici dell’isola è l’aglio nero, che viene poi anche affumicato. Avvistiamo bellissime bottiglie di Mermaid Gin prodotto nell’isola, rosa ed azzurre, dal costo però proibitivo (soprattutto se si desidera solo la bottiglia e non si beve il gin…).    Bella sala da thè, pluripremiata (“il migliore thè del Regno”) , ma chiusa : qui la colazione si inizia a servire dalle 11, ed è salata ; per il thè si devono aspettare inesorabilmente le 5 del pomeriggio.

Troviamo un bellissimo giardino rinchiuso tra vecchie case, con piante di rosmarino e camomilla intrecciate e un poetico trespolo bianco con riparo per colombe e piccioni, che sembra uscito da una vecchia cartolina della campagna inglese .   Raccolte alcune castagne matte (per tutte la famiglia) da tenere in tasca nell’inverno per scacciare il raffreddore, ripartiamo, diretti a Ventnor.

“Uno dei luoghi più belli dell’isola, che – con i vicini borghi di Bonchurch e Saint Lawrence – crea un mondo di pescatori con case terrazzate. Atmosfera più tranquilla ed autentica dei centri più turistici: meravigliosi belvedere  e sosta obbligatoria nei pub quando c’è il sole.”

Passeggiata nel paese e lungo il sentiero sulla costa ; troviamo un piccolo ma incantevole negozietto che vende conchiglie e fossili e non ne usciamo indenni . Acquistiamo un mammonite e un frammento di roccia con inclusione di molti fossili.

Ventnor

Ci dirigiamo poi verso The Spyglass Inn : affacciato direttamente sul mare, come il ponte di una nave, con interni variegati : piccole stanze che si susseguono senza ordine, son soffitti bassi, vecchie foto e cimeli marittimi di ogni tipo : lanterne, timoni, ancore, ossa di balena,  barometri, nodi …. E di fianco al banco delle birre : lo scheletro vero di un marinaio diligente con bandana, sciabola e  mascherina anticontagio : gli faccio una foto e il vecchio barista mi dice : “no flash please : he can wake up !”. Finalmente al mare riusciamo a mangiare il pesce in modo memorabile : astici, granchio, gamberi in tutte le salse…. Comodamente seduti in un tavolo a mare.  

No flash please : he can wake up !

Dopo pranzo ci dirigiamo verso i Ventnor Botanical Gardens , giardino botanico all’inglese e come tutti i giardini all’inglese solo apparentemente incolto, lussureggiante e ricchissimo : incantevole il bosco di felci secolari dal fusto arboreo (ci passeggiamo sotto !!!!) ; ma anche una pergola di fichi secolari intrecciati, piante subtropicali provenienti da tutti i continenti, erbe aromatiche e piante officinali dei giardini mediterranei , il giardino tropicale con le ninfee giganti  … Un’oasi di pace e di grande bellezza ed armonia.     

Al termine siamo sfiniti e ci concediamo un  momento di recupero nel bar , che sta per chiudere : ammiro sempre le bottiglie rosa ed azzurra del Mermaid Gin che mi chiamano dallo scaffale dei liquori.

La Jessica mi incoraggia a chiedere alla signora se mi può vendere una delle bellissime bottiglie vuote  del Mermaid Gin , che il locale utilizza come portacandela : chiedo con il mio incerto inglese condito da pochissime aspettative …. ma incredibilmente la signora – gentilissima – mi dice “OF COURSE : pink OR blue ? “ (certamente : rosa o azzurra ?)  … ovviamente “if it is possible : both, pink AND blue ?” (se possibile quella rosa e quella azzurra). E – chi l’avrebbe mai detto – la signora (togliendo le candele) mi REGALA le due bottiglie, che rimarranno sempre nel mio cuore , oltre che sulla mensola dei miei tesori.    

Grazie Jessica : sempre osare…. Io non l’ho ancora imparato alla mia età (o forse l’ho dimenticato ? ).

I regali di Ventnor

Recuperate le nostre energie ci dirigiamo sulla costa ovest dell’isola, con l’idea di fare alcune tappe (un mulino, un faro, una antica fornace) ma soprattutto di arrivare alla scogliera dei  Needles al tramonto. Ma veniamo subito bloccati da un problema di percorso : le strade sono strettissime e rischiamo di rimanere bloccati più di una volta . Dopo vari tentativi troviamo un percorso alternativo  e percorriamo la costa ovest, decisamente più selvaggia e brulla, senza però alcuna possibilità di sosta anche per una foto . Penso sia favolosa da percorrere a piedi , lungo il trail che congiunge Ventnor a Freshwater, ultimo paese prima del promontorio dei Needles.

Arriviamo a Freshwater appena in tempo per ammirare un bellissimo tramonto e fare alcune fotografie affacciati alla Compton Bay. Incanto puro.

Compton Bay

Baia di Freshwater

Purtroppo Jessica ha ancora male ai denti, riposa per tutto il percorso e rimane in camper.   Cena tranquilla e buonanotte.

Martedì 12 ottobre

Al mattino molto presto ci trasferiamo al promontorio di The Needles, pensando di riuscire a fare una passeggiata per foto panoramiche. Gli “aghi” sono una fila di faraglioni di calcare che sembrano elevarsi dal mare all’estremità del promontorio più occidentale dell’isola ; all’estremità lanciata in mare sorge un faro bianco e rosso. La formazione prende il suo nome da un quarto faraglione chiamato “la moglie di Lot”, a forma di ago, crollato nel 1764 durante una tempesta.

Ma la passeggiata , dal parcheggio alla scogliera è davvero troppo lunga per i nostri oramai ristretti tempi … e ci dispiace perdere la bellezza del luogo : abbiamo il traghetto a mezzogiorno ed ancora un po’ di strada da fare.   Riusciamo solo ad avvistare le famose guglie in lontananza e a  fare alcune fotografie panoramiche.   Le spettacolari guglie da sempre rappresentano un rischio mortale per i marinai: sono il luogo più fotografato e il biglietto da visita dell’isola di Wight. Nel 1897 Marconi installò proprio qui la prima stazione a telegrafo senza fili delle isole britanniche . Sfortunatamente il luogo ha perso un poco della suggestione dopo la nascita di un parco di attrazioni e di una seggiovia che congiunge la spiaggia alla falesia . E’ chiusa anche la The Old Battery (ora sede di un museo di cannoni e missili) , dal quale, percorrendo un lungo tunnel si sbuca sullo strapiombo che sovrasta i Needles : in questa area infatti era dislocata una unità di artiglieria, oltre che un sito per i test con i missili balistici intercontinentali (progetti Black knight -Cavaliere nero – e Black arrow – Freccia Nera – del periodo 1956-1971).

H. Donaldson “The Needles, Isle of Wight ” 

Attraversiamo Totland,Yarmouth, Cowest e riprendiamo il traghetto per Portsmouth .    Dal traghetto , sotto un bel cielo azzurro, salutiamo l’Isola di Wight  dove speriamo di tornare per approfondire la conoscenza.     Considerazione di fondo : viabilità complessa per il camper . Strade generalmente strette, con molti divieti di passaggio per i mezzi di 2 metri di larghezza, ai quali prestare molta attenzione se non si vuole finire in un cul de sac … Ci sei piaciuta molto e ti porteremo nel cuore , anche perché sei stata la cornice di alcuni momenti indimenticabili : tutto qui ci dice che dobbiamo tornare ….

She thinks of nothing but the Isle of Wight and she calls it “The Island” as if there were no other island in the world.

Jane Austen

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